L´annuncio di Bondi “Pompei, più poteri alla Soprintendenza”

03/12/2010

POMPEI – Il ministro Bondi vara il suo piano di emergenza per Pompei. Niente stanziamenti, ma un ritorno al passato: quello della soprintendenza autonoma. La tanto caldeggiata fondazione, invece, viene retrocessa all´ultima riga. Mentre due ispettori dell´Unesco verificano se i crolli hanno alterato lo stato del sito dal ´97 Patrimonio dell´umanità, la soprintendenza di Pompei torna quella che la legge 352, art.9 la fece diventare: il primo caso in Italia di gestione autonoma del patrimonio archeologico. L´anticipazione di Bondi, che ieri ha incontrato al Collegio romano i presidenti di Regione Campania e Provincia di Napoli, Caldoro e Cesaro, sarà discussa «in uno dei prossimi Consigli dei ministri». All´incontro, al quale hanno assistito il capo di gabinetto Nastasi, il segretario generale Mibac Cecchi, il direttore per le Antichità Malnati e quello per la Valorizzazione del patrimonio Resca, si è parlato di «ricostituire la soprintendenza autonoma, con il soprintendente dotato di poteri più incisivi per la tutela del sito». La legge del ‘97 attribuiva alla Soprintendenza di Pompei completa autonomia in ambito scientifico, finanziario, amministrativo ed organizzativo, con il fine di semplificare la burocrazia e decentrare. Un ri-bilanciamento a favore dei tecnici, mentre sparisce la figura del manager auspicato dal ministero. Non un euro per Pompei che crolla, rinviate per le decisioni economiche forse a dopo il D-day del 14 dicembre. La fondazione diventa "eventuale" e si continua a studiarne la forma, secondo quanto recita il comunicato di Bondi. Intanto il ministero manderà "una task force di archeologi, architetti e operai" per mettere in atto "un piano straordinario di manutenzione con l´aumento del personale tecnico".