Landini: un gesto da condannare ma il vero colpo di mano è di altri

01/10/2010

ROMA – Non condivide e non approva quanto successo a Treviglio, ma Maurizio Landini – leader della Fiom – ci tiene a precisare che il fatto più grave della giornata non è stato il lancio di uova e petardi da parte dei suoi militanti alla sede locale della Cisl, ma «il colpo di mano in atto contro il contratto nazionale».
Lei giustifica quanto successo?
«No, va evitato qualsiasi atto di intolleranza e personalmente non condivido e non approvo questi atteggiamenti, anche perché finiscono per oscurare il gravissimo stappo democratico che sta maturando in queste ore».
Quale strappo?
«Il tentativo di cancellare il contratto nazionale e di negare a chi lavora il diritto di poter votare sui contratti. La battaglia che dobbiamo fare è questa, e dobbiamo stare attenti a non prestarci a strumentalizzazioni che distolgano l´attenzione dall´obiettivo. Noi qui parliamo delle uova a Treviglio, ma Cisl e Uil hanno appena accettato le deroghe sui contratti dei metalmeccanici e il Senato ha votato la norma che introduce l´arbitrato sulle controversie di lavoro. Sono attacchi durissimi alla democrazia, per questo abbiamo chiesto che su questi temi la Cgil dichiari uno sciopero generale».
Davanti a tutto ciò, qualche momento di rabbia è comprensibile?
«No. Vista la situazione qualche momento di tensione è normale, ma mi permetto di invitare i militanti e i dirigenti locali a stare attenti, a non cadere nei tranelli, a non commettere azioni che vanno condannate».
Il caso di Treviglio arriva proprio mentre anche dalla Fiat di Marchionne traspare un´apertura alle scelte condivise. Le uova contro la Cisl la mettono in difficoltà?
«Non mi sento in difficoltà perché so che l´anima del mio sindacato è democratica e che la base è responsabile. Quanto a Marchionne, non vedo grandi aperture nelle sue dichiarazioni. C´è un incontro in calendario e ci andremo con le migliori intenzioni, ma resta il fatto che la Fiat vuole estendere agli altri stabilimenti gli accordi su Pomigliano».
Il Pd vi chiede di allontanare i violenti, nella Fiom ce ne sono?
«Lo escludo nel modo più totale. Tutta la nostra storia è lì a dimostrarcelo. In passato abbiamo pagato a caro prezzo la difesa della democrazia».
Esagera la Fim-Cisl a parlare di assalto squadrista?
«Invito i colleghi a riportare il fatto nella sua giusta dimensione, la storia del sindacato è piena di scontri di questo genere, di uova lanciate, di insulti e di petardi. Chiedo a tutti di collaborare con noi affinché queste cose non succedano più».
Cosa dovrebbe fare gli altri sindacati?
«Accettare l´idea di un referendum che lasci decidere ai lavoratori. Se Cisl e Uil hanno le loro ragioni per aver firmato quell´accordo perché non vanno nei luoghi di lavoro a spiegarlo e accettano il risultato del voto? Noi siamo pronti a farlo».