Landini: «A Roma un corteo pacifico Ma lo sciopero generale serve subito»

14/10/2010

di Epifani sarà proprio Landini a parlare.
Ma torniamo al nodo delle presenze. Le tute blu dovrebbero essere almeno 50-60 mila, secondo fonti interne alla stessa Fiom che preferiscono non essere citate. Ma molti di più potrebbero essere gli altri. E finché si tratta dei pensionati dello Spi-Cgil e dei lavoratori di altre categorie della Cgil è normale. Abbastanza normale, vista la storia della Fiom, è anche la forte presenza dei dirigenti e dei militanti dei partiti della sinistra extraparlamentare, primo fra tutti Sel di Nichi Vendola. Ma questa connotazione massimalista che sta assumendo la manifestazione ha creato imbarazzi nel Pd, con la componente margheritina contraria all’adesione formale, promessa invece alla Fiom da alcuni dirigenti vicini al segretario generale Pier Luigi Bersani. Adesione che
ROMA — Maurizio Landini ostenta tranquillità. «Sarà una manifestazione grande, democratica e pacifica», dice il segretario della Fiom. Sabato piazza San Giovanni si riempirà però sotto due interrogativi. Saranno più gli operai o coloro che vogliono politicizzare l’iniziativa all’insegna dello scontro con governo, Confindustria e Cisl e Uil? Guglielmo Epifani, che chiuderà la manifestazione con un comizio, l’ultimo da segretario della Cgil, finirà in bellezza i suoi 8 anni o subirà la contestazione di una piazza egemonizzata dalla sinistra estrema? Senza contare che ieri Landini ha ribadito la richiesta di uno sciopero generale «adesso» sul quale Epifani non è d’accordo. È chiaro quindi che i due dovranno trovare un’intesa prima di sabato, per evitare che il dissenso scoppi in piazza, visto che prima ieri il partito è stato costretto a smentire con una nota.

Ci saranno poi tantissimi studenti e tutto il mondo anti-Gelmini, dai precari ai ricercatori. E anche questo è scontato, visto che come ha spiegato ieri Landini la Fiom vuole offrire una piazza «per riunificare tutti quelli che si battono per un’idea diversa del Paese». Ma da qui in poi si entra in una zona ambigua e che in parte sfugge al controllo della stessa Fiom. Si tratta di tutti quei centri sociali estremisti e movimenti antagonisti che attraverso internet si sono dati appuntamento a Roma per sabato. Landini ieri ha cercato di mettere paletti rigorosi: ha ribadito la condanna delle aggressioni alle sedi Cisl e Uil e che la Fiom non vuole avere chi fa queste cose alla manifestazione. Ma poi ci sono delle contraddizioni. Si scopre per esempio sul sito della stessa Fiom che tra i numerosi video di personalità che invitano a partecipare alla mobilitazione (si va da Sergio Cofferati a Gino Strada, da Pietro Ingrao ad Andrea Camilleri) ce n’è anche uno girato con Andrea Alzetta, esponente di Action diritti in movimento, l’associazione protagonista del lancio di uova e vernice rossa alla sede nazionale della Cisl, azione condannata dalla stessa Cgil e Fiom. Da Torino inoltre annuncia la sua partecipazione il centro sociale Askatasuna, frequentato dalla giovane che lanciò il bengala contro il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, alla festa del Pd. Chiosa il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: «Sono sicuro del desiderio degli organizzatori per una manifestazione pacifica. Ma l’annunciata partecipazione di ambienti estremisti deve dare luogo ad una attenta gestione della manifestazione e ad una più forte responsabilità delle forze di sicurezza perché tutto sia tranquillo».