L’analisi Bce: crescita modesta frenata dalla disoccupazione

18/06/2010

Nessuna novità. Nel giorno in cui i leader europei si sono misurati, confrontati, arrovellati sui modi per uscire dalla crisi, la Banca centrale europea si è “limitata” a ripetere quella che è da mesi la sua ricetta per tirarsi fuori dai problemi, ovvero lotta al debito e riforme strutturali. Uno schema riproposto, appunto, nel bollettino Bce di giugno. In particolare, l’esame degli ultimi dati macroeconomici non ha spostato la convinzione dei tecnici di Francoforte relativa alla fragilità di una crescita minacciata dall’incertezza finanziaria e politica internazionale.
E per quanto riguarda l’economia di Eurolandia, il peso dei vari debiti pubblici unito alla disoccupazione record (oltre il 10%), lascerà soltanto lievi margini per lo sviluppo.
Nella sua analisi l’Eurotower avverte che «tutti devono fare in modo di garantire la sostenibilità dei conti pubblici», e per questo affermadi apprezzare «l’adozione di misure supplementari e la definizione di obiettivi di bilancio più ambiziosi da parte di una serie di Paesi, perché è di fondamentale importanza che i nuovi obiettivi di bilancio siano raggiunti». Molta enfasi pure sul fattore debito. «I paesi che presentano problemi di competitività, nonché squilibri interni devono intervenire con urgenza», raccomanda Francoforte. E a tal fine, viene aggiunta una frase sibillina: «Le contrattazioni salariali dovrebbero consentire un opportuno aggiustamento degli stipendi alle condizioni di competitività e di disoccupazione». Comedire che i salari possono crescere ma anche calare… DISPONIBILITÀ AL CREDITO Inoltre, tra le riforme strutturali invocate per la crescita e l’occupazione, i banchieri centrali inseriscono e definiscono
«importante» l’adeguata ristrutturazione del settore bancario. «Situazioni patrimoniali sane – sottolinea il bollettino della Bce -, un’efficace gestione del rischio, nonché l’adozione di modelli imprenditoriali solidi e trasparenti, sono indispensabili per potenziare la tenuta delle banche agli shock e assicurare un adeguato accesso ai finanziamenti, gettando le basi per la crescita sostenibile, la creazione di posti di lavoro e la stabilità finanziaria». Il tutto tenendo presente che «non si possono escludere ulteriori aggiustamenti nei bilanci e che gli istituti devono dimostrarsi capaci di incrementare la disponibilità di credito al settore non finanziario quando aumenterà la domanda».