Lamezia, un’occasione mancata

01/10/2002

            ItaliaOggi (Turismo Oggi)
            Numero
            232, pag. 14 del 1/10/2002
            di Antonella Gorret



            CONFERENZA SUL TURISMO/ Nessuna risposta sul rilancio del settore e sugli strumenti fiscali.

            Lamezia, un’occasione mancata

            Aspre critiche al governo regioni e aziende del settore

            Se il lavoro di squadra non funziona, si va avanti da soli. In questo modo, alcune regioni continueranno a crescere turisticamente. Altre, forse, si fermeranno. Chiara e diretta, Susanna Cenni, assessore al turismo della regione Toscana, che, insieme ai suoi colleghi, ha interrotto il clima di convenevoli della Conferenza sul turismo italiano svoltasi venerdì e sabato a Lamezia Terme, portando il dibattito sui problemi che sono sul tappeto. Senza ignorare che esistono. Sì, perché il discorso di Raffaele Fitto, presidente della regione Puglia, sul clima disteso e positivo tra governo centrale e regioni, era apparso in stridente contrasto con il documento firmato il giorno prima insieme ai suoi colleghi (anche ItaliaOggi lo aveva rilevato nell’articolo del 28/9). Cenni ha ricordato, con il suo intervento, che un problema di coordinamento esiste: decisioni, come la modifica dello statuto dell’Enit, non possono avvenire senza neanche consultare le regioni’. ´Anche perché’, ha aggiunto Guido Pasi, assessore al turismo dell’Emilia Romagna, ´il nuovo cda dell’Enit deve essere espressione delle regioni’. Per Marco Benedetti, assessore della provincia di Trento, e Massimo Zanello, della regione Lombardia, è poi ´inaccettabile’ che camera e senato, come ha ricordato Giampaolo Bettamio, vicepresidente della X commissione delle attività produttive di palazzo Madama, stiano procedendo alle audizioni per la modifica della legge 135, senza sentire le regioni. E non si tratta, come ha sottolineato Gianni Plinio, assessore al turismo della Liguria e coordinatore dei colleghi regionali al turismo, ´di lotte per rivendicare poteri, ma di rispetto del dettato costituzionale’. Plinio non ha risparmiato neanche Enrico La Loggia, ministro per gli affari regionali, intervenuto durante la prima giornata dei lavori della conferenza. ´Il tavolo istituzionale presieduto da La Loggia deve diventare operativo, reale. Basta stuzzichini e aperitivi’.

            Ma, oltre alla poca chiarezza sul fronte delle competenze, le regioni hanno sollevato un altro problema, condiviso anche dal mondo delle imprese: dove sono finiti i risultati dei tavoli di lavoro di settembre? Rapporti istituzionali, fiscalità e tariffe, lavoro-impresa-occupazione, demanio sono stati oggetto, infatti, di tavoli organizzati dalla direzione generale del turismo, che hanno trovato l’accordo di tutti. ´I risultati non sono stati distribuiti tra i partecipanti’, ha evidenziato Cenni. Per Zanello, ´la conferenza ha fornito solo dati sulle presenze. Quello che le imprese vogliono sentire sono numeri su entrate e uscite. Tutti noi ci aspettavamo un’analisi sull’evoluzione della domanda turistica: crescita, mercati di riferimento, strategie. Abbiamo ascoltato, invece, relazioni quasi romantiche sul turismo’.

            E come dalle associazioni imprenditoriali, sia da destra (Zanello) sia da sinistra (Cenni), sono piovute critiche al ministro Marzano per la duplicità del comportamento sulle terme: da una parte, il capo del dicastero di via Veneto lo individua come uno dei mercati in crescita, dall’altra, approva, in sede di consiglio dei ministri, una manovra finanziaria che taglia le spese termali, arrecando un enorme danno al settore. Infine, dei sistemi turistici locali ha parlato Rocchi, assessore al turismo delle Marche: ´Marzano ha parlato nella sua relazione della grande opportunità offerta dai stl. Ma la Finanziaria 2003, prevede nuovi finanziamenti in loro favore?’.