L’ambizione è limitare i conflitti

23/09/2005

    venerdì 23 settembre 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 15

      IL DOCUMENTO

      L’ambizione è limitare i conflitti

        M.M.

        ROMA • Il documento di Confindustria sulle nuove relazioni industriali ha un’ambizione di non poco conto. Non si prefigge una semplice manutenzione delle regole del 1993, vuole fissare un « patto costituzionale » tra le parti sociali perché le relazioni industriali siano funzionali alla crescita. E per far questo vuole eliminare o quanto meno attutire la contrapposizione sociale, facendo cadere le ragioni del conflitto ed eleggendo a prassi di normalità la partecipazione.

        Non è possibile fare altrimenti. Perché il nostro Paese sta perdendo drammaticamente terreno rispetto ai suoi competitors, e questo mette a rischio il livello di benessere cui siamo abituati, ma soprattutto i volumi di occupazione. Non rischiamo solo di essere meno ricchi, rischiamo di restare senza lavoro. Di qui la mano tesa per lavorare assieme a invertire quei processi che sembrano ineluttabili, ma non lo sono. Andrea Pininfarina due giorni fa ha citato il sindacato tedesco, che senza paura sta rimettendo in discussione storiche conquiste di decenni passati.

        Un’azione dolorosa, che però sta già portando i suoi frutti; la competitività della produzione tedesca è in netta ripresa, le loro esportazioni volano di nuovo. Da noi — ha commentato il vicepresidente di Confindustria — si stenta anche solo a parlare di questi temi.
        Il modello offerto è quello della partecipazione.

        Non è una novità per il nostro Paese. Tutto lo schema contrattuale del 1993 era basato sulla partecipazione e sulla concertazione che di quella è figlia. Il punto è che le regole della partecipazione sono state applicate male o non sono state applicate. E il Governo di Centro destra ha disatteso le regole stabilite per la messa a punto sia del Dpef sia della legge finanziaria. Ma è stato il sindacato a riscoprire il conflitto, a irrigidire le relazioni industriali, tra l’altro non applicando più, al momento di definire le piattaforme rivendicative contrattuali, precise norme di accordi che nessuno aveva disdettato.

        È difficile dire che esito avrà la discussione che adesso si aprirà tra le parti sociali. Le diverse posizioni non collimano e trovare un compromesso non sarà facile. Ci si potrà riuscire più agevolmente se si partirà dalla condizione dell’economia, dai dati di fatto.