L’Alto Adige stacca il Sud: dal turismo più ricchezza

25/11/2002

            23 novembre 2002

            TURISMO
            ALBERGHI & VALORE AGGIUNTO

            L’Alto Adige stacca il Sud: dal turismo
            più ricchezza

            ROMA.
            In Trentino-Alto Adige il turismo produce
            l’11,5% della ricchezza regionale. In Sicilia
            e Sardegna si scende rispettivamente al 3% e
            4,3%. È una delle indicazioni che emerge dalla
            rilevazione effettuata da Unioncamere e Istituto
            Tagliacarne, in base alla quale il settore incide
            globalmente per il 6% sulla ricchezza nazionale,
            con forti variabili a livello provinciale.
            Il solo settore degli alberghi e della ristorazione
            contribuisce per il 3,6% al valore aggiunto
            nazionale, il che corrisponde ad una ricchezza
            prodotta di quasi 39mila milioni di euro. In
            alcune aree, però, l’incidenza del settore è
            fondamentale per l’economia locale.
            A livello di macroripartizione, le economie
            maggiormente legate a questo settore appaiono
            quelle delle regioni del Nord-Est (5%) e del
            Centro (3,8%), mentre il Mezzogiorno e le Isole,
            terre considerate naturalmente votate allo
            sviluppo del settore, ne traggono solo il 3,1%
            del proprio valore aggiunto.
            La classifica del valore aggiunto apportato dal
            settore "Alberghi e ristoranti" a livello provinciale
            vede ai primi posti Bolzano (15,5%), Rimini
            (10,8%), Savona (10%), Aosta (9,5%) e Imperia
            (8,6%). Le province la cui economia è meno
            dipendente dall’industria della vacanza sono,
            invece, Biella (1,3%), Prato (1,5%), Vercelli
            (1,7%) e Milano (1,9%).
            L’insufficiente sviluppo dell’industria turistica
            del Mezzogiorno emerge con chiarezza dai
            dati riguardanti l’incidenza del valore aggiunto
            del turismo sul totale nazionale del settore. Mentre
            l’apporto del Nord-Est è del 31% e del
            Nord-Ovest è del 26,4%, il Mezzogiorno incide
            per la quota minore (20,8%). In termini di volumi
            ciò significa circa 8mila milioni di euro a fronte
            dei 12mila del Nord-Est.