L’allarme di Confcommercio “Ventimila negozi in meno Detassare le tredicesime”

12/11/2009

«Oltre 50mila negozi hanno già chiuso nei primi 9 mesi del 2009 e a fine anno il saldo tra aperture e chiusure sarà negativo per circa 20mila unità». Anche il commercio soffre, e parecchio, avvisa il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, presentando uno studio sullo stato della crisi. Numeri preoccupanti, che parlano di un aumento esponenziale dei disoccupati nel settore: solo nel 2009, 130mila lavoratori in meno. Cifra destinata a crescere nel 2010 fino a sfiorare quota 180mila. Le ore di cassa integrazione concesse nei primi nove mesi del 2009 equivalgono da sole all’ammontare complessivo di quelle totalizzate nell’ultimo triennio: rispetto all’anno scorso il numero di ore di cig autorizzate tra gennaio e settembre 2009 ha fatto segnare un 330%.
Le stime su pil e consumi vengono riviste al (leggero) rialzo: quest’anno pil a -4,6%, consumi a -1,8%. L’anno prossimo, il primo a 0,7%, i secondi a 0,6%. Con queste «previsioni caute – spiega Sangalli – i livelli di pil pro capite e di consumi interni nel 2011 saranno pari a quelli di inizio 2000».
Del resto, i costi fissi come affitto, bollette, banche e assicurazioni assorbono quasi il40%della spesa complessiva delle famiglie, dice ancora Sangalli.
Dagli anni ‘70 ad oggi, secondo lo studio, l’aumento delle spese obbligate sono passate dal 23,3% del 1970 al 38,8% del 2008 sul totale delle spese delle famiglie. Tra il 2000 e il 2008, spiega Sangalli, «i consumi pro-capite sono cresciuti in media di appena lo 0,5% l’anno, mentre ormai le spese obbligate assorbono quasi il 40% del totale. Il tutto con una pressione fiscale complessiva inchiodata intorno al 43%. Così non solo gli esercizi alimentari specializzati si sono ridotti (-13mila), ma oggi le vendite dei prodotti alimentari soffrono anche nella grande distribuzione». Secondo l’associazione, la spesa delle famiglie nel 2009 scenderà dell’1,7%, mentre nel 2010 e 2011 dovrebbe tornare a crescere dello 0,6% e 0,7%. Sangalli reclama un«urgente intervento di sostegno al reddito», sottolineando anche che «il peggio è alle spalle,manon significa che si tornerà a una crescita stabile e vigorosa senza misure di aiuto». Confcommercio propone la detassazione della tredicesima già da questo dicembre a beneficio dei redditi fino a 75mila euro annui, «in parallelo alla riduzione dell’Irap».Una misura (già richiesta l’anno scorso) che comporterebbe un mancato gettito per 5,47 miliardi. Per 27,3 milioni di persone significherebbe ritrovarsi in tasca 200 euro in più. Per la copertura, l’associazione suggerisce di utilizzare le entrate derivate dallo scudo fiscale. Ma il ministro Sacconi si è già incaricato di rifiutare la proposta a nome del governo.