L´allarme di Amato: per l´Ulivo è la crisi più grave

07/06/2002






            (Del 7/6/2002 Sezione: Interni Pag. 7)
            L´EX PREMIER: «LE CONSEGUENZE SUL SISTEMA POLITICO SAREBBERO GIGANTESCHE»
            L´allarme di Amato: per l´Ulivo è la crisi più grave
            «C´è il pericolo di dissolversi». Rutelli vola a Londra per giocarsi la «carta» Blair

            ROMA
            Giuliano Amato ha sempre distillato con sapienza le sue rare esternazioni e dunque le parole pronunciate ieri mattina a Bruxelles fanno scalpore: «L´Ulivo sta attraversando la crisi più grave della sua storia, perché le incrinature ne minano per la prima volta le fondamenta, che finora erano state solide». Una crisi, quella dell´Ulivo, che se si approfondisse, potrebbe avere «ripercussioni gigantesche sullo sistema politico italiano». Certo, lo spettacolo offerto dai leader dell´Ulivo a poche ore dai ballottaggi può giustificare parole così gravi, eppure Amato sembra alludere a grandi scenari in mutamento: forse una nuova legge elettorale proporzionale in grado di far saltare l´attuale assetto dell´Ulivo? Impossibile fare illazioni, ma l´allarme lanciato dall´ex presidente del Consiglio ha fatto capire che la quiete tornata ieri dopo la tempesta è più apparente che reale. Certo, la segreteria ds ha bacchettato la sortita fortemente polemica del presidente dei senatori Gavino Angius. Certo, tra Ds e Margherita la polemica si è quasi spenta. Ma la grande partita per la leadership dell´Ulivo (e non solo per il ticket), oramai è aperta. La giornata di ieri, conclusa con l´apertura di Berlusconi sull´articolo 18, ha indotto alla ritirata tutti i polemisti del giorno prima e Francesco Rutelli, sotto tiro per 24 ore, ha potuto tirare un sospiro di sollievo. E anzi, come ha confidato ai suoi, col summit dei progressisti di Londra (al quale parteciperanno Tony Blair, Bill Clinton e anche Amato) potrà «aprire il gioco a tutto campo». La scommessa di Rutelli è che dall´incontro londinese possa uscire un forte rilancio nel progetto di creare in Europa un nuovo cartello dei progressisti, non più incardinato sui soli socialisti, ma aperto ai cristiano-sociali, agli ambientalisti, ai liberal-democratici. Ma se la speranza di Rutelli è quella di tornare da Londra con qualcosa di corposo in mano, ieri ha dovuto prendere atto una volta ancora della freddezza che lo circonda. Il presidente dei deputati ds Luciano Violante ha in qualche modo incoraggiato una leadership collettiva, costituita a suo avviso «dai segretari dei partiti e da Francesco Rutelli», considerato alla pari degli altri e dunque neanche come un "primus inter pares". E anche tra i suoi amici, Rutelli non ha trovato grande calore. Uno dei padri nobili della Margherita come l´ex presidente del Senato Nicola Mancino ha esteso a «tutti» un caldo appello a «darsi una calmata». E quanto ad Arturo Parisi, che della Margherita è il vice-presidente, anche lui si limita a dirsi «molto preoccupato dalla ripresa delle ostilità» e ad auspicare «un confronto alla luce del sole». Su Rutelli, impegnato nelle ultime 48 ore in un cruento duello con i ds, neanche un commento. Severo invece l´Osservatore Romano: «Nel centro-sinistra sembra che non si parli quasi mai la stessa lingua e l´identità di vedute è assai rara» e la «leadership di Rutelli vacilla da tempo». Caustico il presidente dei deputati della Margherita Pierluigi Castagnetti: «Non mi pare l´opinione più disinteressata e più neutrale sul tema…». Chi invece, per una volta, si sbilancia è Romano Prodi. Interpellato sulle esternazioni di Cofferati sulla crisi del progressismo europeo, dovuto secondo il leader della Cgil ad un deficit di progressismo, il presidente della Commissione europea ha risposto: «Non solo condivido questa analisi, ma l´ho estesa», una conferma del feeling che lega i due. E ieri è tornato a dire la sua persino Pancho Pardi, uno degli animatori dei girotondi: «Il movimento dei girotondini – ha fatto sapere il "guru fiorentino" – sta dalla parte della Cgil e le dichiarazioni di Rutelli che ha criticato Cofferati, sono un errore grossolano». E che la crisi nell´Ulivo sia seria lo conferma indirettamente la puntura di spillo che arriva dal "dottor Sottile" di Forza Italia, il portavoce Sandro Bondi: «Peccato che le posizioni di Cofferati siano l´opposto di quelle di cui avrebbe bisogno una sinistra moderna, perché invece la sua statura umana e politica è assolutamente superiore a quella dei suoi rivali Rutelli o D´Alema…».

            Fabio Martini