L´allarme dell´intelligence: “A rischio Welfare e Giustizia”

22/07/2002


DOMENICA, 21 LUGLIO 2002
 
Pagina 7 – Interni
 
IL RETROSCENA
 
Apparati mobilitati per proteggere consulenti e "uomini cerniera" dei ministeri più esposti
 
L´allarme dell´intelligence: "A rischio Welfare e Giustizia"
 
 
 
Una lotta contro il tempo per coordinare l´attività dei servizi con le strutture di polizia. E il nuovo servizio scorte è solo ai primi passi
Preoccupa in modo particolare il messaggio dei Nuclei del Nord-Est: ha somiglianza con altri analoghi giunti prima di D´Antona e di Biagi
 
LIANA MILELLA

ROMA – Dire che, tra i vertici dei servizi segreti e del Viminale, il clima sia di massimo allarme non fotografa a sufficienza «l´atmosfera di preoccupazione, di profonda tensione, di vera e propria agitazione», per usare le parole di uno dei massimi esperti antiterrorismo, che si può cogliere ormai da molti giorni nelle stanze che contano. Dopo l´uccisione di Marco Biagi, dopo le stizzite lagnanze del governo sulla mancata individuazione degli assassini di D´Antona prima e dello stesso Biagi poi, un altro morto potrebbe costare più di una testa negli apparati predisposti a garantire prima le informazioni e poi la sicurezza. È in un clima del genere che è caduto il nuovo volantino dei Nuclei territoriali antimperialisti, firmato da una nuova cellula, la Stefano Ferrari, che ha tutte le caratteristiche per essere considerato autentico.
Quasi a mettere le mani avanti, a poche ore dalla diffusione, ecco le prime fonti del palazzo pronte a dire: «Sì, è un testo che non solleva dei dubbi sulla provenienza, ma stiamo attenti perché non ci sono minacce esplicite nei confronti di persone indicate con nome e cognome». Un proteggersi che però si sfarina subito nelle note riservate da spedire a questori e prefetti che, con dovizia di particolari, individuano i settori nei quali è d´obbligo il livello di massima allerta. Sono le stesse aree di interesse per i militanti della lotta armata che già figuravano, citati espressamente, in un precedente documento dei Nuclei del gennaio scorso. Li aveva ricordati, al Senato, il diessino Massimo Brutti, durante il dibattito sulla relazione Sorge del 16 aprile, quando l´ex ministro dell´Interno Scajola assolse tutti, colpevoli e innocenti, a cominciare da se stesso, nonostante la circolare che tagliava le scorte del 15 settembre. Disse Brutti quel giorno: «I Nuclei indicano negli uomini dell´apparato le possibili, prossime vittime. Si riferiscono a figure di secondo piano, coloro che non stanno sul proscenio, non i politici, ma gli esperti, i tecnici, gli uomini di supporto, i funzionari». Il senatore, che fa parte del Comitato servizi, indicò i campi a rischio prendendoli di peso dal testo dei Nta. Si trattava di quattro ministeri, Welfare, Giustizia, Economia, Riforme: «I terroristi hanno di mira coloro che stanno studiando le riforme che hanno per oggetto la devoluzione dei poteri dello Stato. Guardano al lavoro e alle pensioni. Osservano chi studia le privatizzazioni di enti e istituti. Non si lasciano sfuggire nulla che abbia a che fare con i tagli alla spesa pubblica a favore del privato, alla detassazione delle imprese, alla riforma del potere giudiziario». Concluse Brutti guardando fisso Scajola: «Non sarà difficile individuare questi uomini cerniera, questi esperti, questi tecnici».
E invece, in una disperata lotta contro il tempo e sotto lo schiaffo infamante del caso Biagi, la ricerca di questi uomini-simbolo, i D´Antona e i Biagi per intenderci, si sta rivelando tanto difficile da apparire addirittura una sorta di orrendo incubo. Il nuovo ufficio centralizzato per le scorte sta muovendo i suoi primi passi e, checché ne dica proprio il Comitato parlamentare sui servizi, il raccordo tra l´intelligence, le strutture di prevenzione e quelle di polizia periferiche assomiglia a una coperta lisa, piena di rammendi, in più parti strappata. La periferia non sa nulla dei sofisticati, ma spesso generici rapporti scritti al centro («Le nuove Bierre guardano al sindacato…»). Spesso le circolari che arrivano – più d´una soprattutto nell´ultimo mese -, quando non sono nominative in modo esplicito, creano più perplessità che altro.
Ecco perché, ieri pomeriggio, la stella a cinque punte dei Nuclei del Nord Est ha riproposto l´allarme più nero. Spiega uno 007: «Ha lo stesso sapore del messaggio che giunse un mese prima dell´omicidio D´Antona e di quell´altro arrivato prima della morte di Biagi. È un altro segno di vitalità e determinazione dei nuovi terroristi che, indisturbati, si parlano l´un l´altro, si lanciano segnali, continuano a individuare nel settore sindacale, quello che ha siglato il "Patto per l´Italia", l´obiettivo più a rischio. Ma quanti sono i consulenti, gli esperti, i sindacalisti che dovremmo proteggere?». Parlano chiaro i Nuclei: «Il tentativo di costruzione, da parte dell´Esecutivo Berlusconi, di una maggioranza coesa su passaggi e scatti in materia istituzionale ed economica, ha prodotto il suo massimo sforzo nella riforma del sistema lavoro, nella modifica dell´articolo 18, in antagonismo alla progettualità della Classe». Chi tuttora la pensa proprio come la pensava Biagi deve stare attento.