L’Agenzia piace ai tour operator

20/09/2004


            sabato 18 settembre 2004

            sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 18

            TURISMO • Le aziende del settore chiedono al Governo una svolta rapida delle politiche di promozione per aumentare la competitività del sistema
            L’Agenzia piace ai tour operator
            Necessari più strumenti di incentivazione per rinnovare l’offerta alberghiera sul modello seguito all’estero

            VINCENZO CHIERCHIA

            MILANO • Gli operatori turistici chiedono in coro al Governo una svolta radicale della politica per il settore e il varo in tempi rapidissimi del nuovo ente — ossia di quell’Agenzia a capitale misto — che avrà come obiettivo in rilancio in grande stile della promozione dell’Italia sui mercati internazionali (si veda «Il Sole-24 Ore» del 15 settembre).

            «Occorre un piano massiccio di investimenti sul sistema turistico nazionale — sottolinea Enzo Presti, amministratore delegato del gruppo alberghiero Domina. — Ci vuole poi un polo forte del tour operating a livello internazionale in grado di confrontarsi con i colossi globali e una politica di incentivi e sgravi fiscali per gli operatori per rilanciare la competitività del prodotto Italia. L’Agenzia va bene, sarebbe opportuno imparare anche dall’Egitto».

            «Siamo ovviamente molto contenti che, dopo anni di assenteismo in materia, ci sia un rinnovato interesse per la promozione turistica del Paese — afferma Celso De Scrilli, presidente di Best Western Italia. — Vediamo di buon auspicio la creazione di un unico ente che, sul modello della Maison de la France, si occupi della promozione dalla destinazione Italia. È giusto cercare di coinvolgere le Regioni, ma è altrettanto importante capire che le campagne a scomparti realizzate in questi anni hanno portato pochi reali benefici, soprattutto sui mercati molto lontani. Dobbiamo sostenere il prodotto Italia nel suo complesso, evitando che le risorse vengano parcellizzate, con l’unico risultato di ottenere una comunicazione confusa, poco efficace e di minor impatto. Abbiamo un Paese che è in grado di offrire qualsiasi tipo di vacanza (mare, lago, montagna, arte) ed è su questi aspetti che dobbiamo puntare, soprattutto se confidiamo in un ritorno dei clienti stranieri».

            I riflettori sono rivolti alla Cina. «Ma nelle condizioni in cui siamo oggi ci vorranno vent’anni per iniziare a sfruttare il mercato cinese», sottolinea Raffaele Guglielmi (titolare del tour operator Gtours incoming) e vicepresidente Astoi. «Stando ai dati attuali sull’orientamento dei turisti stranieri — aggiunge — il 2005 rischia di essere anche peggiore del 2004. Ci vuole una svolta radicale subito, e va bene una struttura di promozione del sistema turistico italiano che sappia svolgere una azione molto forte con il diretto impegno del Governo. Positivo anche il coordinamento di Palazzo Chigi sul turismo, quello dell’Enit è ormai un modello superato, bisogna voltare pagina presto».

            «Dobbiamo vincere la sfida con Francia e Spagna — rilancia Mauro Piccini, presidente del gruppo Alpitour. — Abbiamo tutte le potenzialità per farlo e il gruppo Alpitour stesso ha oggi un forte orientamento sui bacini di turismo straniero verso l’Italia. Abbiamo pagato l’eccessiva frammentazione, l’eccessiva delega alle regioni sul turismo. Oggi ci vuole una strategia centrale molto forte per il settore». Gli fa eco Giorgio Palmucci, direttore generale di Club Med per l’Italia: va bene ricalcare il modello Maison de la France, che funziona in maniera efficace. «All’Italia — aggiunge — occorre anche una scossa di competitività, bisogna far crescere la qualità dell’offerta e renderla più omogenea». Oggi più che mai — aggiunge Elena David, amministratore delegato della catena alberghiera Una hotel — serve un cambio di rotta radicale nella promozione. «Il cinese — spiega — richiede un impegno molto forte del sistema Paese. Bisogna tagliare le inefficienze e ritornare competitivi sui prezzi a livello internazionale». D’accordo sulla nuova Agenzia per la promozione del turismo in Italia si dicono anche gli assessori al ramo di Emilia-Romagna (Guido Pasi), Toscana (Susanna Cenni), Campania (Teresa Armato) e Marche (Lidio Rocchi). Alle Regioni — aggiunge Pasi — occorrono poi almeno 180 milioni l’anno. Anche i Comuni chiedono però più spazi e risorse, come sottolinea il presidente dell’Anci Leonardo Domenici. I Ds intanto alla Camera hanno presentato una mozione affinché il Governo aumenti la spesa nel settore.