L’affondo sulla Cgil taglia la strada ai frondisti

23/03/2006
    gioved� 23 marzo 2006

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    IL SINDACATO

      E l’affondo sulla Cgil taglia la strada ai frondisti

        ROMA – Una mossa per tagliare la strada ai contestatori. Pu� essere spiegato cos� l’attacco alla Cgil, �sindacato ideologico�, che ieri il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha sferrato alla vigilia della riunione della giunta, il parlamentino degli imprenditori. Nel quale, certamente, c’� chi pensa che il vertice della Confindustria avrebbe fatto meglio, sia pure facendo salva una formale neutralit�, a tenersi politicamente pi� vicino a Silvio Berlusconi che a Romano Prodi. Sono soprattutto i piccoli imprenditori i pi� preoccupati di un eventuale governo sostenuto anche da Rifondazione e dal Pdci. E su questi, indubbiamente, ha fatto presa l’argomento, brandito dal presidente del Consiglio a Vicenza, del Prodi che solo qualche settimana fa, al congresso della Cgil, ha manifestato piena sintonia col sindacato rosso. Per i piccoli, soprattutto se imprenditori metalmeccanici, la Cgil significa la Fiom e dunque non tanto il compassato Guglielmo Epifani quanto l’inflessibile Gianni Rinaldini e l’irriducibile Giorgio Cremaschi. Se questi stanno con Prodi, loro non possono che stare con Berlusconi. E allora Montezemolo, che conosce la sua base, ha voluto dare sfogo a questo sentimento.

        Ha evocato l’avversario sindacale per dire che la Confindustria, all’opposto della Cgil, non � collaterale ad alcuno schieramento politico: �Non ci piace la logica del governo amico�. Ma non si � fermato qui. Ha voluto rimarcare uno strappo gi� nell’aria dopo Rimini. �Non abbiamo bisogno di un sindacato ideologico e conflittuale, ma di proposte su competitivit� e imprese, di un sindacato moderno�.

        Il tempo dell’apertura di credito che reciprocamente la Confindustria di Montezemolo e la Cgil di Epifani si erano scambiati � finito. Un tempo cominciato con i migliori propositi. Nel maggio del 2004 Montezemolo era arrivato al vertice di via dell’Astronomia con un programma di discontinuit� rispetto al predecessore Antonio D’Amato proprio sui rapporti col sindacato: non pi� la politica degli accordi �con chi ci sta� e quindi lo scontro continuo con la Cgil (durissimo quello con Sergio Cofferati sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori) ma il dialogo con tutti. Al punto che, solo qualche mese dopo, Montezemolo prefer� non proseguire la trattativa sulla riforma contrattuale con Cisl e Uil (che erano disponibili) di fronte al piccato rifiuto di Epifani. Lo stesso Epifani che, del resto, aveva salutato con favore l’arrivo di Montezemolo: �Non solo non vuole escludere la Cgil dal confronto, ma � assolutamente rispettoso del nostro ruolo�.

        Il feeling raggiunse il massimo quando il leader della Confindustria partecip� all’appuntamento estivo della Cgil a Serravalle Pistoiese e riscosse un successo simile a quello al quale era abituato da presidente della Ferrari, con la richiesta di autografi e lo scambio di sorrisi e strette di mano con la base cigiellina. Ma il dialogo non ha prodotto grandi risultati, secondo molti imprenditori. Certo Epifani si � impegnato perch� la Fiom firmasse il contratto, ma i 100 euro di aumento sono stati digeriti a fatica dalle aziende. E sulla riforma della contrattazione – per la verit� non in cima ai pensieri di Confindustria – non si sono fatti passi in avanti. L’ultima occasione per evitare lo strappo c’� stata a Rimini. Ma dal congresso della Cgil, aveva gi� osservato Montezemolo, non � uscita alcuna novit�.

          Enrico Marro