L’AFFAIRE TRIBUTI ITALIA SPA

22/06/2010

22 giugno 2010

L’affaire Tributi Italia SpA

“L’affaire Tributi Italia SpA”, cosi può essere definita la complicata vertenza che ormai da quasi un anno coinvolge oltre 600 lavoratori; il rischio incombente di cancellazione dall’albo dei riscossori, la richiesta di ammissione al concordato preventivo per evitare il fallimento, l’apertura di una procedura di mobilità, la cassa integrazione e ora l’applicazione della Legge Marzano e l’avvento di un amministratore straordinario di nomina governativa: questi in ordine di tempo gli ultimi eventi.
I lavoratori della società di riscossione dei tributi, presente in molte regioni d’Italia, sono ormai stanchi e un po’ sfiduciati, convinti della necessità di un’azione quanto mai incisiva del sindacato; la Filcams ha seguito la vertenza sin dall’inizio, sostenendo le lavoratrici ed i lavoratori, durante le iniziative di mobilitazione e gli incontri istituzionali.

Quale è stata la priorità, l’obiettivo della Filcams, in tutti questi mesi?
“Rispetto alla vertenza Tributi Italia, da parte nostra si è sostenuto in ogni sede”, spiega Fabrizio Russo, della Filcams Nazionale, “che la priorità dovesse essere la salvaguardia dei posti di lavoro. Il senso della sottoscrizione di un accordo di cassa integrazione, infatti, stava nel fatto che questo ci avrebbe consentito, per un verso, di fare in modo tale che ai lavoratori, non retribuiti da svariati mesi, venisse garantito un seppur minimo reddito e, per altro verso, di fare in modo tale che ci fosse il tempo necessario, per affrontare, anche a livello territoriale, la questione occupazionale.”

Un ruolo difficile quello del sindacato che, nella ricerca di una soluzione concreta, si è trovato ad affrontare tante istituzioni locali e nazionali; diversi interlocutori che spesso non hanno prestato la dovuta attenzione alla situazione dei lavoratori e in alcune circostanze sono stati del tutto assenti…
“Nel corso dell’ultimo anno, l’interlocuzione con i diversi soggetti non è stata certo semplice: le reiterate richieste di incontro ai diversi Ministeri e ai soggetti che rappresentano le Amministrazioni Locali (ANCI e UPI per citarne alcuni), faticosamente hanno avuto un qualche riscontro e quand’anche gli incontri hanno avuto luogo, difficilmente se ne è usciti con elementi di concreta utilità.
Il dato reale è che, per dirla anche qui con estrema semplicità, l’attuale governo non si è assunto la responsabilità di affrontare la questione Tributi Italia e le amministrazioni locali, in una situazione di obiettiva difficoltà, non sono state nelle condizioni di definire ed esprimere un orientamento compiuto e teso ad individuare, anche con il contributo del sindacato, possibili soluzioni.

Ed i lavoratori, qual è stata la loro reazione, il loro impegno in questa battaglia?
“Dobbiamo guardare avanti: non c’è alcun dubbio che a questo punto il fatto che i lavoratori si mobilitino e sostengano le iniziative messe in campo per dare visibilità alla gravità di quel che sta succedendo e alla drammaticità della loro condizione, diventa dirimente; credo che rispetto al difficile contesto che si è venuto a determinare la questione nodale sia proprio questa.

Cosa intende fare la Filcams adesso?
Cominciamo col chiarire definitivamente, semmai ce ne fosse ancora necessità, che non c’è disinteresse da parte del sindacato, sia a livello nazionale che territoriale, sulla questione Tributi Italia; c’è intanto la necessità di avere un quadro che sia il più possibile definito e compiuto, all’interno del quale riuscire a contestualizzare il più efficacemente possibile, quel che si rivendica.
La nomina del commissario straordinario, ossia il fatto che venga nominato un interlocutore legittimato a prendere delle decisioni, rappresenta un elemento indiscutibilmente rilevante rispetto alla definizione dello scenario. La previsione di un’interlocuzione e della possibile condivisione di un percorso con il commissario, per quanto complessa, non mi sembra abbia alternative; continuando a proseguire tenacemente il confronto con le amministrazioni locali, laddove evidentemente questo risulti ancora possibile.
Una vertenza come quella di Tributi Italia, per la complessità delle diverse vicende che l’hanno originata e successivamente accompagnata, nel nostro paese non ha precedenti, ma resta il fatto che ci deve essere il massimo impegno per l’individuazione, in tempi ragionevoli, di una soluzione, sulla base di pochi ma indispensabili requisiti: che ci si ponga tutti quanti in un’ottica di “costruzione”, che quel che si decide di fare risulti di una qualche utilità, che l’eventuale soluzione sia ragionevolmente e realisticamente proponibile e che i lavoratori la sostengano con convinzione.