L’accordo per i lavoratori interinali porta in dote maggiori contributi

16/07/2002

16 luglio 2002



L’accordo per i lavoratori interinali porta in dote maggiori contributi
Gabriele Fava
Formazione, collegi arbitrali e pari opportunità sono alcune delle novità introdotte dal nuovo accordo per i lavoratori interinali. L’8 luglio scorso è stato infatti rinnovato il contratto collettivo nazionale che riguarda le imprese fornitrici di lavoro temporaneo. Vediamo alcune delle novità che saranno in vigore per quattro anni a partire dal primo settembre prossimo. Formazione. I lavoratori temporanei potranno accedere alle offerte formative pubblicizzate dalle imprese fornitrici, secondo le modalità fissateda Formatemp (l’ente per la formazione gestita da Ailt e Confinterim). Le tipologie sono: formazione di base, on the job, professionale e continua. Le parti firmatarie, inoltre, hanno stabilito che qualora la formazione sia realizzata in costanza di missione, l’orario complessivo di impegno del lavoratore temporaneo non può superare le 48 ore settimanali e/o le 9 ore giornaliere. In ogni caso non può essere superato il limite dell’orario normale contrattuale, qualora sia inferiore a 40 ore settimanali, per più di 8 ore settimanali. Interessante è anche il beneficio previdenziale riservato ai lavoratori temporanei che abbiano svolto complessivamente almeno sei mesi di missione nell’arco di due anni: questi, qualora partecipino a corsi di formazione autorizzati da Formatemp, potranno valersi – per i relativi periodi – di misure di carattere previdenziale poste a carico delle stesse imprese fornitrici. Conciliazione. Il tentativo obbligatorio di conciliazione si svolgerà presso le Commissioni paritetiche regionali, e non più presso l’Ailt-Assointerim. Queste Commissioni dovrebbero essere istituite entro la fine d’agosto in determinate regioni che saranno assistite da un rappresentante delle associazioni datoriali Confinterim e Ailt (per i datori di lavoro), e da un rappresentante dell’organizzazione sindacale (per i lavoratori). Nel caso in cui la conciliazione non riesca, è prevista la formazione di un processo verbale contenente l’indicazione delle ragioni del mancato accordo. Quest’ultimo acquista efficacia di titolo esecutivo se nello stesso viene indicata la soluzione (anche parziale) sulla quale le parti concordano, purché venga precisato l’ammontare del credito che spetta al lavoratore. Arbitrato. In caso di insuccesso del tentativo di conciliazione (o in caso di decorrenza del termine ex 410-bis del Codice di procedura civile) le parti possono concordare di deferire la risoluzione della controversia a un collegio arbitrale. L’iniziativa è lasciata all’associazione datoriale o all’organizzazione sindacale che rappresenta il lavoratore, le quali devono dare comunicazione alla controparte interessata della richiesta di deferimento a un collegio arbitrale. L’eventuale accettazione del deferimento da parte di tale collegio è vincolata da una rigida procedura, così come il successivo arbitrato. Commissione paritetica nazionale. Avrà il compito – oltre a quelli già previsti nel testo del 1998 – di istituire un comitato paritetico «Pari opportunità», al quale è affidato l’incarico di esaminare le problematiche occupazionali femminili. La Commissione si compone di 6 membri, scelti equamente dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali. Ente bilaterale paritetico. Quest’osservatorio avrà diversi compiti di vigilanza, tra cui: la funzione di service degli istituti paritetici nonché delle commissioni territoriali di conciliazione e arbitrato (sostenendone i costi), la corresponsione di un’indennità economica al lavoratore temporaneo (limitata nel tempo) in caso di invalidità da infortunio che prosegua oltre la cessazione della missione, la realizzazione di uno studio sull’attuazione di forme previdenziali integrative per i lavoratori temporanei, la garanzia per l’accesso al credito dei lavoratori temporanei attraverso la costituzione di un fondo. Diritti sindacali. Il vecchio sistema di rappresentanza unitario specifico per i lavoratori temporanei si realizza non più unicamente tramite la figura del delegato sindacale, bensì anche attraverso la nuova figura del rappresentante aziendale, eletto direttamente dai lavoratori temporanei operanti in un’impresa utilizzatrice.