Laboratorio Salento Con la cultura più turisti e lavoro

06/10/2014   (Nuovo Quotidiano di Puglia)

Il Salento come laboratorio dove la cultura produce crescita. Un parterre qualificato di ospiti ha dibattuto, ieri sera, alle Officine Cantelmo di Lecce sul tema "Gli eventi culturali come motore di sviluppo per turismo e occupazione" in una tavola rotonda organizzata dalla Filcams Cgil, per la prima tappa nazionale della campagna "#JobArt Con la cultura si cresce". Tanti gli spunti interessanti scaturiti dal dibattito moderato dal direttore di Quotidiano, Claudio Scamardella. Si è partiti parlando, com`era prevedibile, della candidatura di Lecce a Capitale europea della cultura. Complice la presenza del sindaco Paolo Perrone e del coordinatore artistico Airan Berg, si è fatto riferimento alla portata turistica concreta legata all`eventuale ottenimento del titolo che serve ad avere maggiore attenzione da parte del resto del mondo e a trasformare l`immagine el territorio attraverso investimenti che porteranno anche nuovi posti di lavoro. Berg ha fatto riferimento al suo precedente a Linz, divenuta capitale nel 2009, ovvero l`anno dopo l`inizio della crisi economica. «Linz era una città d`affari – ha spiegato il coordinatore – che non aveva un`industria turistica. Mentre il tasso di turismo diminuiva negli altri centri austriaci, a Linz è aumentato del 10%. Il titolo ha fatto crescere il Pil della Regione di 426 milioni di curo e ha contribuito alla creazione di 4.625 posti di lavoro». Sulla stessa lunghezza d`onda, l`intervento di Perrone che ha fatto riferimento a Marsiglia, capitale nel 2013, che, però, non ha saputo capitalizzare il titolo. «Marsiglia è passata da 200mila presenze a 6 milioni nell`anno in cui è stata Capitale della cultura ed ora si attesta su 1 milione e 200 mila. Confido nel fatto che, fra le sei città candidate, Lecce, invece, saprebbe trarre il maggior vantaggio dal prestigioso traguardo. Questa terra, infatti, ha compreso che la
cultura è strategica per la sua capacità attrattiva». Sollecitato dalle domande di Scamardella, lo stesso Perrone ha anche parlato del "caso Gallipoli": «Non mi piace l`idea che il Salento sia percepito come una sorta di Disneyland delle discoteche, ma non sono contrario al turismo giovanile tout court. Dico solo che il turismo di dieci ragazzi stipati in un sottoscala che si sballano la sera è un modello che non ci interessa». L`ex ministro Massimo Bray ha portato l`attenzione sul sistema culturale nazionale, lanciando qualche stilettata all`attuale governo: «Tutti parlano della cultura come volano di sviluppo ma poi non mettono come priorità gli investimenti in questo settore. Francamente, mi preoccupo se l`ambasciatore americano dice che questo è un buon governo perché fa politica come Reagan negli anni Ottanta, né mi piace l`immagine dei beni culturali considerati come il nostro petrolio. È un`immagine brutta perché il petrolio inquina». Il discorso è scivolato anche sulle Fondazioni lirico-sinfoniche.
«All`Opera di Roma – ha aggiunto il deputato del Pd – licenziano coro e orchestra, come in Francia e in Germania. Ma lì i teatri lirici sono quattro, non quattordici. Non si può cancellare con un tratto di penna qualcosa che fa parte della storia d`Italia. I 30 milioni di debiti li ha fatti chi ha gestito l`Opera. Perché non promuovere un`azione di responsabilità contro di loro invece di licenziare i lavoratori? Il problema in questo paese è credere a quello che diciamo». Assente giustificata la sottosegretaria al Lavoro, Teresa Bellanova, bloccata a Roma con la vertenza ThyssenKrupp, che ha fatto arrivare un messaggio: "Perchè le mille risorse delle quali il Mezzogiorno, la Puglia, l`Italia intera è ricca facciano da traino ad una crescita reale, sono indispensabili formazione, qualificazione, professionalità reali. Strumenti che ci consentano di dare una prospettiva più concreta a chi, sia nell`ambito del turismo che della cultura, lavora senza tutele e senza certezze, fuori dal grigio della precarietà e del sommerso".
L`incontro si è concluso con una "case history" virtuosa: "Pordenone Legge". Grazie a questa iniziativa, in un comune di 50 mila abitanti si sono registrate 130mila presenze in due giorni.