LABORATORIO FILCAMS

19/03/2014

19 marzo 2014

Laboratorio Filcams

Si sta concludendo la fase congressuale territoriale della Filcams Cgil.
Dal 14 febbraio a Nuoro, fino al 20 marzo in Sicilia, un mese durante il quale, le Filcams territoriali prima, e quelle regionali poi, hanno organizzato i loro congressi con impegno ed entusiasmo, per dare vita a dei momenti di confronto, a volte anche di sfogo, ma che sono indispensabili per fare il punto sul fatto e il da farsi.
Anni difficili ci separano dall’ultimo congresso del 2010, gli anni della crisi economica, dell’aumento della disoccupazione e della precarietà. Ma anche gli anni della politica incerta, delle riforme del mercato del lavoro più dannose che utili. Ed oltre al dramma della perdita del lavoro, la scarse retribuzioni, e le difficoltà del presente, aleggia la mancanza fiducia e speranza di un futuro che possa essere diverso e migliore, che rischia di impantanare e togliere il coraggio di cambiare.
In questo periodo faticoso, che vede i segretari e funzionari della struttura nazionale in giro per l’Italia, per partecipare ai diversi congressi, si combatte la stanchezza grazie al calore e l’entusiasmo di delegate e delegati, lavoratrici e lavoratori, che hanno voglia di condividere le proprie battaglie.
“Per tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori colpiti dalla tagliola degli interventi della spending review, che ormai da anni affrontano una realtà difficile. Per i tanti precari, giovani e meno giovani, continuamente ricattate da imprese avide e poco lungimiranti, per le tante donne, mamme, lavoratrici costrette a turni difficilmente conciliabili con la vita familiari. Per tutti, ma soprattutto, per loro” ha affermato Elisa Camellini “vogliamo un congresso dia voce alla Filcams e a tutti gli uomini e le donne che ogni giorno si impegnano per trovare un futuro migliore.”"La parola che più mi ha colpito in questa fase congressuale è stata orgoglio” afferma Cristian Sesena, segretario nazionale. “ Orgoglio di essere una categoria di frontiera ma estremamente innovativa e capace di essere un laboratorio di idee e strategie politiche e contrattuali partendo dai grandi problemi che stiamo affrontando sul piano proprio della contrattazione. Infine l’attenzione al tema femminile sottolineato da parecchi interventi e in larga parte di uomini. Un segno di forte discontinuità culturale rispetto anche a quello che sta succedendo nel paese e nella politica. "

“Peccato che i giornalisti non siano troppo curiosi di venire a conoscere la Filcams” commenta la segretaria nazionale Giuliana Mesina, “vedrebbero ai nostri congressi un mondo del lavoro giovane, fatto di donne e migranti, fatto di generazioni diverse che si uniscono per difendere l’idea di un terziario sostenibile.
Siamo una categoria confederale, abbiamo al nostro interno l’antidoto al corporativismo: ci piace pensare che il movimento della lavoratrici e dei lavoratori o è uno, o non è.
A chi continua a dire che il sindacato è un vecchio arnese del Novecento, noi rispondiamo di venire a conoscere la Filcams: noi la bandiera della modernità non la lasciamo in mano a nessun altro.”

“Con tutto quello che stiamo passando, con l’impegno che ci stiamo mettendo, dobbiamo dircelo con entusiasmo: siamo una grande forza” è quando afferma Mariagrazia Gabrielli, segretaria nazionale. “Con tutti i nostri i limiti, siamo risusciti a rimanere al fianco dei lavoratori. Il mondo della Filcams è complesso, dalla grande azienda commerciale, ai i servizi informatici, dalla piccola impresa di pulizie, agli studi professionali o alle lavoratrici domestiche. Ma noi, dobbiamo continuare a parlare di lavoro, insieme, anche seguitando a combattere per difendere la contrattazione, che con colpi pesanti e a volte repentini, stanno cercando di smontare.”
"La Filcams è la prima categoria degli attivi in Cgil e in questo congresso porteremo un contributo importante – ha affermato il segretario organizzativo Andrea Righi – proseguendo la nostra azione sui due assi fondamentali del nostro impegno: la difesa dei diritti e dei salari di lavoratrici e lavoratori".
Un’energia che deve continuare ad uscir fuori dalle nostre stanze e dai nostri congressi.
“Abbiamo bisogno di fare un congresso che parli soprattutto delle persone che sono fuori” commenta Franco Martini, segretario generale della categoria, “la più grande categoria della Cgil” ricorda. “Rappresentiamo la parte preponderante del lavoro, un lavoro precario, in parte frutto della crisi, ma siamo espressione prevalente del mondo del lavoro che è cambiato e di una crisi che sta mettendo in ginocchio il paese. Bisogna capire come uscirne, e la Filcams vuole diventare, soprattutto in questa fase congressuale, il laboratorio per trovare soluzioni concrete.”

Grazie, soprattutto, a chi lavora in trincea.

Articolo tratto da Diario Terziario Marzo 2014