La Vitawell in crisi tratta con i creditori

18/10/2004

            domenica 17 ottobre 2004

              sezione: FINANZA E MERCATI – pag: 21

              La Vitawell in crisi tratta con i creditori

              MILANO • Sembra ormai lontano il sogno dello sbarco in Borsa per Mauro Scaramucci, ex-presidente (dimessosi in agosto) e maggiore azionista della Vitawell, holding di Ascoli Piceno con interessi dalle palestre alle terme di Montecatini, che aveva trovato l’appoggio di investitori come Henderson Capital e Fineco Capital.
              Nei prossimi giorni dovrà essere dato da banche e altri soggetti coinvolti il via libera al piano di ristrutturazione predisposto dallo studio Di Tanno e da Pavia e Ansaldo, preludio alla ricapitalizzazione. Vitawell, secondo fonti finanziarie, ha passività per circa 120 milioni. Esposti sarebbero diversi istituti locali oltre a gruppi bancari come UniCredito, Bnl, Popolare di Ancona, Capitalia.
              Oltre al professor Di Tanno e gli avvocati della Pavia e Ansaldo, sono stati chiamati al capezzale di Vitawell anche gli studi Chiomenti e Delfino Willkie Farr & Gallagher.
              Si scommette sul rilancio e sul valore degli asset sani del gruppo come il patrimonio immobiliare che risulta negli attivi per circa 90 milioni e su una delle controllate, la Wellnet: un network con il brand Tonic di centri benessere partecipato anche dal fondo Henderson Capital. Vitawell, giro d’affari di circa 100 milioni nel 2003 e 300 dipendenti, è controllata al 70% dalla famiglia Scaramucci e per il 30% da Fineco Capital.
              La vicenda delle terme di Montecatini ha offerto diversi spunti alle cronache: la giunta regionale toscana ha infatti deciso di chiudere i rapporti con la Vitawell, che aveva vinto la gara per gestirle in associazione temporanea d’impresa.
              La giunta ha presentato una denuncia per falso in bilancio alla Procura di Ascoli; è stato dato giovedì scorso il via libera al sequestro delle azioni della International, che possiede pacchetti della società di gestione delle terme.
              In relazione a questa vicenda Scaramucci risulta essere indagato per la vendita di titoli per circa 10 milioni del capitale della società termale avvenuta attraverso la filiale di Ascoli della Bnl.