La vita indebitata degli italiani

24/06/2003
    MARTEDÌ, 24 GIUGNO 2003
     
    Pagina 14 – Economia
    soldi e consumi
    La vita indebitata degli italiani
    Boom dei pagamenti a rate anche per viaggi e cure
     
     
    I dati dell´Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia sul credito al dettaglio
    Frena il reddito disponibile: necessari rateizzazioni e debiti per quasi tutte le spese
    "Effetto deprimente della congiuntura dei mercati sulla fiducia e le aspettative delle famiglie"
    Credito al consumo soprattutto nel Meridione (35,8% del totale), mentre nel Nord-est c´è meno necessità di indebitarsi
     
    MARCO PATUCCHI

    ROMA – La casa, naturalmente, ma anche i mobili, gli elettrodomestici, l´auto, la moto.
    E ora le vacanze e le cure o i servizi medici in clinica. Indebitarsi o comprare a rate non più come ultima spiaggia ma quasi regola di vita per gran parte degli italiani, ancora alle prese con la lunga stagione dei rincari targati euro e ora spaventati dalla frenata dell´economia. Così, oltre a chiedere soldi in banca, si fa shopping con la carta di credito non tanto per la comodità di non maneggiare le banconote, quanto piuttosto per spostare in avanti di almeno un mese l´esborso effettivo dell´acquisto; e si rateizzano più pagamenti possibili, da quello per il nuovo scooter a quello del frigorifero o del guardaroba, dall´enciclopedia alla settimana bianca. Un approccio ai consumi non inedito per il nostro Paese, ma che negli ultimi anni ha registrato un´accelerazione costante fino all´apice del 2002 e dei primi mesi del 2003.
    La fotografia della "vita indebitata" degli italiani emerge, nitida, incrociando i dati di Assofin, Crif Group e Prometeia contenuti nell´ultimo Osservatorio sul credito al dettaglio dal quale si evince, innanzitutto, che nel 2002 la domanda complessiva di credito rivolta dalle famiglie alle banche e alle istituzioni finanziarie specializzate ha subito una nuova accelerazione e, questo, nonostante «l´effetto deprimente della congiuntura dei mercati sulla fiducia e le aspettative delle famiglie». Come dire, in sostanza, che gli italiani in assoluto spendono di meno e lo fanno sempre di più indebitandosi o pagando a rate (oltretutto, dato anche questo emblematico, privilegiando i finanziamenti a medio e lungo termine, quindi con rate di rimborso meno pesanti, rispetto ai prestiti a scadenza più breve).
    Vediamo i numeri. Gli stock di credito alle famiglie sono raddoppiati nel giro di sei anni (da 104 miliardi di euro del ’96 a 242 miliardi di fine 2002) e oggi i prestiti rappresentano circa il 35% del reddito disponibile lordo delle famiglie: performance per la quale l´Osservatorio ha anche una interpretazione "virtuosa" che indica nella convenienza dei tassi d´interesse attuali e nell´aumento percentuale del lavoro dipendente (avvantaggiato nell´accesso ai finanziamenti), le cause della crescita del credito. Ma, certo, la parallela contrazione dei consumi (-0,1% nel 2002, con il comparto non alimentare a farla da protagonista) e l´«evoluzione contenuta del reddito disponibile, che in termini reali è cresciuto di appena uno 0,9%», sembrano incoraggiare l´interpretazione "recessiva" della corsa ai prestiti. Tant´è che lo stesso Osservatorio sottolinea come «il ritardo nella ripresa dell´attività economica ed il permanere di condizioni di incertezza sui mercati finanziari, abbiano esercitato un impatto negativo sul clima di fiducia delle famiglie rendendone più cauti i comportamenti d´acquisto».
    Sta di fatto che nel credito al consumo – al netto, dunque, dei mutui immobiliari – si è registrata un´accelerazione della crescita delle consistenze (dal +12,9% del 2001 al +13,6% dello scorso anno) e per il futuro si prevede un incremento sostenuto, anche se a ritmi più lenti (+10,3% per il 2003; +9,0% nel 2004), con la novità di settori "inediti" come i viaggi organizzati o i servizi medici in clinica che «presentano e continueranno a manifestare una dinamica molto vivace». In un quadro economico non favorevole, spiega in proposito l´Osservatorio, si assiste ad una «ricomposizione della spesa delle famiglie con una riduzione della componente di acquisto di beni durevoli a favore della spesa in servizi (che rappresenta ormai quasi il 48% del totale dei consumi) ed una ricomposizione degli acquisti di beni durevoli verso segmenti tradizionalmente meno coperti dal credito al consumo».
    Quanto alla geografia del credito al consumo, una quota significativa delle consistenze si concentra nell´Italia meridionale (35,8% rispetto al totale Italia), «dove la domanda è spiegata da una maggiore necessità di finanziamento per l´acquisto di beni durevoli (il reddito disponibile per famiglia risulta ancora molto lontano dalla media nazionale). Viceversa il Nord Est, che presenta il livello di reddito disponibile lordo per famiglia più alto rispetto alle altre macroaree, rappresenta soltanto il 17% circa del credito al consumo». Insomma, un´ulteriore conferma di come questa grande corsa al credito sia figlia della necessità: «Tale fenomeno – spiega ancora il rapporto – potrebbe essere collegato al momento congiunturale negativo, in cui le famiglie esprimono un maggiore bisogno di credito per far fronte ad acquisti non procastinabili, ovvero derivare da un cambiamento strutturale nei comportamenti finanziari».

    Pagina 15 – Economia
     
    IL MERCATO
     
    Crescita record in Italia per la moneta elettronica, nuova frontiera degli acquisti a debito
     
    Vecchie cambiali in soffitta ecco le carte di credito su misura
     QUASI 38 italiani su 100 utilizzano le carte di credito come mezzo di pagamento. Un dato ancora distante dalle cifre che si registrano negli altri Paesi europei – in particolare nel Regno Unito dove addirittura circolano oltre 800 carte ogni mille abitanti – ma che segna per l´Italia un nuovo record dopo la progressiva crescita registrata negli ultimi anni. Basti pensare che si è passati dai poco più di 10 milioni di carte del 1998 ai 21,8 milioni di fine 2002.
    Un´altra faccia dell´Italia indebitata, considerando che in molti utilizzano la carta soprattutto perché prevede l´addebito ritardato (uno o due mesi) della spesa effettuata. Indicativa, in questo senso, anche la crescita esponenziale delle cosiddette carte revolving , che consentono varie forme di pagamento rateizzato. Insomma, un´erede hi-tech della vecchia cambiale, con altre novità degli ultimi mesi: carte prepagate, ricaricabili o "usa e getta" e, tra queste, anche le prime iniziative rivolte agli extracomunitari o comunque a chi non dispone di un conto corrente. Resta ancora basso, però, il tasso di attività delle carte, passato dal 51,7% al 53,3%, come dire che circa la metà delle carte in circolazione non vengono quasi mai utilizzate dai titolari.
    In aumento, infine, anche la consistenza dei pagamenti effettuati tramite carta di credito: a fine 2002 il mercato nel suo complesso mostra un incremento pari al 51,4%, con una evidente accelerazione rispetto all´anno precedente (+29%).
    ALL´ESTERO
    Siamo lontani dall´Europa
    GLI italiani spendono sempre di più "a credito", ma in proporzione lo fanno meno degli altri cittadini europei che ricorrono a certi strumenti più per cultura che per necessità.
    «La propensione all´indebitamento delle famiglie italiane – recita il rapporto sul credito al dettaglio realizzato da Assofin-Crif-Prometeia – è sensibilmente inferiore a quella registrata in tutte le principali economie europee.
    Ciò nondimeno è in atto un progressivo cambiamento strutturale nel comportamento finanziario, caratterizzato da un crescente ricorso all´indebitamento per il finanziamento dei consumi».
    In testa alle graduatorie europee ci sono Inghilterra e Francia.

    CONSUMI E RIPRESA

    Timidi segnali di ottimismo
    TIMIDI segnali di ottimismo dal fronte dei consumi. Lo scenario curato da Prometeia per l´Osservatorio sul credito al consumo, segna nella seconda metà di quest´anno una, «sia pur moderata», ripresa della crescita dei consumi finali delle famiglie. «L´incremento medio dei consumi previsto per il 2003 – si legge nel rapporto – potrebbe risultare lievemente superiore a quello del Pil ed in linea con quello del reddito disponibile. Dopo due anni di riduzione, la propensione al consumo dovrebbe rimanere stabile nell´anno in corso ed aumentare nuovamente nel prossimo biennio».

    LA CASA

    E per i mutui corsa senza fine
    ABOLIZIONE dell´equo canone e liberalizzazione del mercato degli affitti, che hanno reso più conveniente l´acquisto delle abitazioni. Graduale aumento del tasso di mobilità degli italiani, indotto dalle varie riforme nel mercato del lavoro. Ecco i due elementi che sono alla base dell´ennesimo record di crescita dei mutui in Italia, con un tasso di incremento delle consistenze dell´11,7% nel 2002 contro l´8,3% del 2001. Una performance sulla quale ha influito, oltre al progressivo taglio dei tassi d´interesse, anche il rialzo sostenuto del valore delle case (+30% in quattro anni) con conseguente aumento dell´importo medio dei mutui.
    RISCHI
    In crescita le insolvenze 
    INSIEME ai prestiti e agli acquisti a rate cresce in Italia anche il rischio di credito. Il tasso di sofferenza ( è l´indicatore relativo a contratti con più di 6 rate scadute e non pagate in percentuale sul totale dei prestiti) negli ultimi due anni è salito fino a un dato medio di mercato del 2,9 per cento, mentre le insolvenze gravi ( sono quelle che contemplano tra 3 e 5 rate scadute) si sono stabilizzate intorno allo 0,9 per cento.
    Si registra una dinamica accentuata anche per le insolvenze leggere (1 o 2 rate scadute) che hanno superato il livello delle sofferenze (3,1 per cento).