La vigilanza coop resta agli uffici del Lavoro

03/04/2002





In attesa delle strutture territoriali del Governo

La vigilanza coop resta agli uffici del Lavoro

Luigi Caiazza

L’ispezione alle società cooperative continua secondo le procedure previste prima del trasferimento delle competenze dal ministero del Welfare a quello delle Attività produttive. E con una circolare congiunta (n. 16 del 25 marzo scorso) i due dicasteri dettano le istruzioni agli uffici periferici. Le incertezze operative sono sorte dopo il varo del Dlgs 300/99. Infatti, con la riforma dell’organizzazione dei ministeri il decreto aveva, tra l’altro, previsto l’attribuzione delle funzioni dei compiti statali in materia di sviluppo e vigilanza della cooperazione – dal 1947 di competenza del Lavoro – alle Attività produttive. La riforma ha trovato poi applicazione con il Dpcm del 10 aprile 2001, provvedimento che non ha indicato però le modalità sulle competenze a livello locale. Non solo: la legge 2 aprile 2001, n. 142 – contenente norme per la revisione della legislazione sulle cooperative – ha confermato la competenza delle direzioni provinciali del Lavoro. Con l’istituzione degli Uffici territoriali di Governo – anche se da più parti si propende per un "ripensamento" circa la nuova struttura governativa provinciale – la questione non poteva non trovare una soluzione provvisoria in attesa che fossero delineate le competenze statali. La soluzione è stata trovata con la stipula di una "convenzione" tra i due ministeri interessati, firmata il 30 novembre scorso. Per effetto dell’intesa, le Attività produttive dovranno varare le direttive di indirizzo e di coordinamento «attinente alla materia strettamente cooperativistica», d’intesa con il ministero del Welfare; quest’ultimo, invece, continuerà a svolgere, attraverso il coordinamento delle direzioni regionali del Lavoro e le funzioni operative affidate alle direzioni provinciali, le competenze in materia di promozione sviluppo e vigilanza. In particolare, toccherà alle due strutture periferiche del ministero del Welfare svolgere tutta una serie di compiti: promozione e assistenza, riscossione dei contributi, notifica degli accertamenti, iscrizione a ruolo, tenuta delle banche dati, certificazioni e vidimazione dei registri dei commissari liquidatori. Infine, sarà compito dei funzionari (non necessariamente ispettori del lavoro) abilitati e in servizio presso le direzioni provinciali del Lavoro effettuare l’attività di vigilanza presso le società cooperative. Si tratta di ispezione ordinaria obbligatoria, ispezione straordinaria, proposte di gestione commissariale e di scioglimento con nomina del legislatore, o di liquidazione coatta amministrativa, proposta di cancellazione dal registro prefettizio per mancato versamento del contributo biennale. È dunque una soluzione provvisoria, collegata all’istituzione o meno degli Uffici territoriali del Governo.

Mercoledí 03 Aprile 2002