La Uil apre ai contratti differenziati

30/07/2009

Un contratto "ad hoc" a sostegno dell`occupazione stabile e dello sviluppo del Sud. Alle imprese che garantiscono assunzioni a tempo indeterminato la Uil propone un "contratto straordinario di accesso" offrendo anche retribuzioni inferiori ai minimi con una deroga temporanea ai contratti nazionali di categoria, per un periodo dia-5 anni.
Mentre sul versante politico il tema del Mezzogiorno divide la maggioranza, su quello sindacale la Uil rompe gli indugi e, per voce del segretario confederale Guglielmo Loy, lancia una proposta per creare «nuova e buona occupazione» a tutte le istituzioni e alle parti sociali.
«Per lo sviluppo del Mezzogiorno – sostiene Loy – non c`è bisogno di un "leghismo del Sud", servono scelte coraggiose, nuove politiche nazionali in discontinuità con il passato. Invece di stilare la solita lista della spesa con richieste "a prescindere", occorre agire tutti insieme: Governo, Regioni e Parti Sociali con interventi congiunturali che abbiano una valenza strutturale».
Alla possibile obiezione che con questa proposta si possa aprire la strada alle gabbie salariali – che una parte della maggioranza vorrebbe ripristinare Loy risponde che «le differenze salariali tra Nord e Sud sono nei fatti», poichè «con il calo dell`occupazione stabile soprattutto nelle Regioni meridionali lo stock complessivo delle retribuzioni nel Mezzogiorno è di gran lunga inferiore».
La proposta del sindacato guidato da Luigi Angeletti parte da una considerazione di fondo, «il fallimento delle precedenti soluzioni che hanno utilizzato per lo sviluppo del Sud la leva del lavoro debole» – a termine, in collaborazione, con tirocini formativi a costi bassissimi – «lasciando sul campo migliaia di persone senza tutele e alimentando una migrazione interna di alte e medie professionalità».
È vero, sono già stati sperimentati salari diversi al Sud – si pensi ai contratti d`area che hanno prodotto risultati modesti – ma adesso per la Uil c`è «una grossa novità da cogliere», la riforma del modello contrattuale che prevede le deroghe. «Con il contratto d`accesso proponiamo uno scambio – spiega Loy -, possiamo offrire più flessibilità nel salario, nell`organizzazione del lavoro, dei turni. Le imprese si impegnerebbero a reinvestire nel territorio, aumentando i livelli occupazionali». Anche lo Stato e le Regioni devono fare la propria parte, «utilizzando le risorse della fiscalità e del Fondo sociale europeo», sul modello dell`accordo sugli ammortizzatori in deroga, «per sviluppare la formazione, assicurando la piena contribuzione figurativa».
Tuttavia non c`è solo l`aspetto retributivo, sono molteplici i fattori che scoraggiano le imprese dall`investire al Sud. Le infrastrutture materiali ed immateriali sono un`altra priorità. «Bisogna guardare al Mezzogiorno come un`unica area e non a tanti territori – continua Loy- quindi la dimensione "solo" Regionale degli interventi programmati rappresenta il primo vero problema da affrontare. Serve un organismo sovraregionale, snello, non burocratico, un`Agenzia nazionale per il Mezzogiorno, promossa dalle istituzioni nazionali e Regionali non tanto per la gestione delle risorse, quanto per la selezione dei progetti di investimento.
Questa selettività è sempre mancata».
La Uil propone di costituire un Fondo nazionale per la progettazione delle opere infrastrutturali con lo stanziamento di ioo milioni «sotto l`egida dell`Agenzia nazionale per il Mezzogiorno».