La Ue lancia l´allarme “Siete ultimi nei consumi”

20/09/2004


            sabato 18 settembre 2004

            Pagina 2 – Economia
            IL RAPPORTO
            Eurostat: nel secondo trimestre crollo del 2,6%. Record negativi per vestiti, alimentari e prodotti per la casa
            Ma la Ue lancia l´allarme "Siete ultimi nei consumi"
            ROMA – Fare attenzione a ogni centesimo di spesa, ridurre il numero delle serate fuori, tagliare i giorni di ferie. È la realtà nella quale vive buona parte del Paese perlomeno da un paio d´anni, causa l´erosione del potere d´acquisto per l´inflazione e la moderazione salariale. I dati sui consumi, messi a punto da Eurostat, dicono che l´Italia è il Paese che ha peggiorato più di tutti in Europa il suo tenore di vita. Il calo del volume complessivo delle vendite, espresso in quantità e non in termini monetari, quindi senza le interferenze dell´inflazione che falsano i confronti, è la dimostrazione dell´impoverimento.

            Nel secondo trimestre del 2004 gli italiani hanno acquistato il 2,6 per cento di beni e servizi in meno rispetto allo stesso trimestre dell´anno scorso. Soltanto i tedeschi, nell´Europa allargata a 25 Paesi, hanno registrato una flessione superiore delle vendite al dettaglio, pari al 2,9 per cento. Al terzo posto c´è l´Olanda, dove tra aprile e giugno le vendite sono scese dello 0,9 per cento. Negli altri 22 Paesi, gli acquisti di beni e servizi sono (anche se in molti casi di poco) aumentati. Nei 12 Paesi della zona dell´euro le vendite sono scese in media dello 0,3 per cento (terzo risultato negativo negli ultimi quattro trimestri, a conferma di un fenomeno ormai consolidato), mentre sono aumentate dell´1,6 per cento nell´Europa dei 15. Al primo posto nell´aumento dei consumi, tra i Quindici, ci sono infatti la Danimarca e il Regno Unito, entrambi con il 6,8 per cento.


            Il calo dei consumi in Italia, sostiene anche l´Eurostat, è generalizzato: dai beni alimentari al tessile-abbigliamento, dai prodotti per la casa ai libri e giornali. In primo luogo, gli italiani hanno cominciato a risparmiare su scarpe e vestiti. Nel secondo trimestre le vendite del settore sono diminuite in Italia del 3,6 per cento sullo stesso trimestre del 2003, contro un calo del 2,3 per cento in Germania e dell´1,3 per cento in Olanda. L´Italia è prima anche per quanto riguarda il calo dei consumi di beni alimentari e prodotti per la casa (qui le vendite sono scese rispettivamente del 2,8 e del 2,7 per cento). In questa classifica il Bel Paese precede ancora Germania e Olanda, che a loro volta però registrano un calo superiore al nostro nelle vendite di libri e giornali (qui l´Italia è al terzo posto tra i 15). Nel secondo trimestre la crescita più alta per volume di vendite tra i 15 Stati dell´Unione europea rispetto al trimestre precedente è stata messa a segno dal Regno Unito, che ha visto aumentare le vendite al dettaglio complessive del 2,0 per cento. Negli stessi tre mesi le vendite sono invece scese in Italia dello 0,8 per cento.


            Eurostat rileva poi che, nonostante il calo delle vendite, nel primo trimestre del 2004 si è verificato un aumento dell´occupazione nel terziario, per quanto riguarda i Paesi della zona euro, pari allo 0,5 per cento. Nel corso dei 12 mesi, la crescita occupazionale nel commercio – sempre per quanto riguarda i Paesi di Eurolandia – sarebbe stata dell´1,9 per cento. Questo significa un rallentamento rispetto al secondo e quarto trimestre del 2003, quando la crescita occupazionale media nel terziario fu rispettivamente del 2,1 e del 2,5 per cento.


            (r.d.g.)