La Ue: età pensionabile più alta giù le tasse e patto sui licenziamenti

15/01/2002


 
Pagina 31 – Economia
 
IL RAPPORTO
 
Ecco la relazione che la Commissione europea presenterà oggi in vista del vertice di Barcellona
 
La Ue: età pensionabile più alta giù le tasse e patto sui licenziamenti
 
 
 
 
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
FRANCO PAPITTO

BRUXELLES — «E’ ancora lunga la strada da percorrere per fare dell’Ue l’economia più competitiva del mondo». Questo, in sintesi, il messaggio che Romano Prodi invia ai quindici capi di governo europei che si vedranno fra due mesi a Barcellona per fare il punto sull’avanzamento del processo lanciato a Lisbona due anni fa con l’obiettivo di trasformare l’Unione in un’»area d’eccellenza economica». Un decennio di tempo, il primo del nuovo millennio, per iniettare nella vecchia società europea le dosi di liberalizzazione dell’economia, di «deregulation» e d’innovazione tecnologica che dovrebbero farne, appunto, «l’economia più competitiva del mondo».
La Commissione europea diretta da Prodi approva oggi a Strasburgo un documento che fa il punto sulla strada percorsa da Lisbona, sui ritardi accumulati e sulle iniziative da mettere in cantiere. Tra queste, una riduzione dell’imposizione fiscale e un innalzamentodell’età pensionabile. In un secondo testo, la Commissione europea inviterà la parte sociali a concordare principi e metodologie per limitare i licenziamenti in occasione delle ristrutturazioni industriali. Sempre in vista della scadenza di Barcellona, anche gli industriali europei hanno voluto far conoscere il loro punto di vista sulle riforme inviando una lettera a Josè Maria Aznar, il premier spagnolo che guida l’Unione in questo semestre. Per gli industriali, occorrono «più flessibilità del mercato del lavoro» e «maggiore mobilità geografica e settoriale».
La frenata dell’economia ha arrestato la discesa dei tassi di disoccupazione e nel 2002 — stima il documento della Commissione — il numero dei senza lavoro in Europa potrebbe aumentare di 600 mila unità. E’ necessario dare un nuovo impulso a un ventaglio di interventi. Il divario fra quanto percepisce il lavoratore e quanto paga al lordo l’azienda — il cosiddetto «cuneo fiscale» — resta in media al 38% nell’Ue sui redditi di fascia bassa contro il 29% negli Usa: sarebbe dunque opportuno alleggerire ulteriormente la pressione impositiva. E’ inoltre «urgente» per diversi paesi adottare misure per scoraggiare l’uscita anticipata dei lavoratori dal ciclo produttivo e incrementare la partecipazione dei lavoratori più anziani. Occorrerebbe alzare l’età di pensionamento effettivo nell’Ue dagli attuali 58 anni a 60/62 anni nel 2010. Infine, la Commissione indica svariati settori — energia, trasporti, servizi finanziari — in cui le liberalizzazioni e l’integrazione fra i vari mercati dell’Ue non sono ancora completate. E forte è l’enfasi sulla necessità di massicci investimenti nei sistemi educativi, nella ricerca e nella formazione permanente.