La Ue chiede di alzare l’età pensionabile

14/01/2002

Il Sole 24 ORE.com


    La Commissione Prodi punta a eliminare i deficit, liberalizzare e ridurre la tassazione sul lavoro

    La Ue chiede di alzare l’età pensionabile
    BRUXELLES – Fatto l’euro, è il momento di rimettere in marcia il treno delle riforme strutturali in Europa, ridando dinamismo al processo lanciato due anni fa dai leader della Ue a Lisbona. È il messaggio che Romano Prodi e la Commissione Ue inviano al vertice europeo di Barcellona, che a marzo dovrà stilare un bilancio dei progressi effettuati verso un ambizioso obiettivo: fare entro il 2010 della Ue «l’economia più competitiva del mondo», coniugando piena occupazione e coesione sociale. Il check-up di Prodi – contenuto in un rapporto che sarà approvato martedì a Strasburgo – segnala qualche significativo successo, ma non nasconde le «delusioni» in diversi settori: brevetto europeo, sistema di navigazione satellitare Galileo, liberalizzazione dei mercati del gas e dell’energia, integrazione dei mercati finanziari. Su molti fronti c’è un gap fra promesse e risultati che va colmato. Per tutti i settori d’azione, l’esecutivo Ue propone scadenze da rispettare. Deficit. La premessa indispensabile per le riforme è la buona salute dei bilanci. I Paesi che registrano ancora deficit (Germania, Francia, Italia e Portogallo) «devono puntare alla loro eliminazione entro il 2003-2004»: se nel 2002 non saranno fatti progressi nel consolidamento dei conti pubblici, «sarà necessario un più forte sforzo nei due anni successivi». A Barcellona dovrà essere riaffermato «un fermo impegno al rispetto del Patto di stabilità, che «contribuirà a rafforzare la fiducia«. Inquadrate nella cornice del Patto, le politiche macroeconomiche possono rispondere alle necessità dell’economia nel breve termine «senza compromettere l’obiettivo della stabilità nel medio periodo». Lavoro. La frenata dell’economia ha arrestato la discesa dei tassi di disoccupazione e nel 2002 il numero dei senza lavoro in Europa potrebbe aumentare di 600 mila unità. Il cuneo fiscale sui redditi di fascia bassa resta in media al 38% nell’Ue contro il 29% negli Usa: occorre dunque, nei limiti del possibile, alleggerire, ulteriormente la pressione impositiva. È inoltre urgente alzare l’età pensionabile. L’Italia è in ultima posizione fra i Quindici per i tassi di occupazione femminile: circa il 40% contro un target medio Ue del 57% entro il 2005 fissato a Lisbona. Il traguardo indicato dalla Commissione è quello di alzare l’età di pensionamento effettivo nella Ue dagli attuali 58 anni a 60/62 anni nel 2010. Liberalizzazioni. La Commissione indica svariati settori – energia, trasporti, servizi finanziari – in cui le liberalizzazioni e l’integrazione fra i vari mercati dell’Ue non sono ancora completate. E forte è l’enfasi sulla necessità di massicci investimenti nei sistemi educativi nella ricerca e nella formazione permanente.
    Domenica 13 Gennaio 2002
 
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