La Ue boccia i conti dell´Italia

26/01/2004


SABATO 24 GENNAIO 2004

 
 
Pagina 31 – Economia
 
 
I DATI SULL´ITALIA

La Ue boccia i conti dell´Italia
"Non più sostenibili già nel 2005"
Anticipazioni sul giudizio della Commissione sul programma di stabilità.
"Correzioni insufficienti"
          L´anno prossimo il disavanzo si avvia a superare il 3,5% del Pil ma già nel 2004 ci avviciniamo alla soglia
          DAL NOSTRO INVIATO
          MARCO MAROZZI


          BRUXELLES – «Rischi per la sostenibilità delle finanze pubbliche» italiane, con un rapporto deficit/pil nominale che quest´anno «si avvicinerà al 3%». Nel 2005 «supererebbe la soglia» anche il deficit corretto dagli effetti del ciclo economico: il rapporto così supererebbe il 3,5%. E´ un vero allarme il giudizio della Commissione europea sul programma di stabilità del governo Berlusconi. Secondo le anticipazioni di Radiocor, il documento boccia in sostanza il piano di Roma che «non sembra fornire sufficienti margini contro il superamento della soglia del 3% deficit/pil nel periodo del programma», cioè nell´arco 2003-2007. Il rapporto sarà discusso mercoledì dalla Commissione, poi passerà al vaglio di ministri finanziari.
          Si annunciano altre tensioni, dopo quelle su Germania e Francia. I rischi «a lungo termine» nascono dalle «politiche correnti» del governo, dice Bruxelles. Lo scenario macroeconomico dipinto da Roma è giudicato «ottimistico», ci sono «una sottostima della spesa primaria» e «l´assenza di informazioni sulle misure previste». «Inclusa la sostituzione delle misure una tantum adottate nel 2004». La commissione riconosce che «la strategia di bilancio, principalmente fondata sul raggiungimento e sul mantenimento di surplus primari per ridurre il debito prima che si manifesti l´impatto dell´invecchiamento, è compatibile con un miglioramento delle sostenibilità delle finanze pubbliche». Un contributo dice «arriverebbe anche dalla proposta di riforma delle pensioni».
          Ma Bruxelles avvisa che bisognerà fare i conti con «condizioni» e «rischi». Non solo l´una tantum da sostituire, i dubbi sui «tagli alla spesa strutturale» e «il ritmo di riduzione del rapporto debito/pil»», ma anche il fatto che sulle pensioni «i passi per ridurre l´andamento della spesa per la previdenza sono rinviati al 2008». Sono poi «ottimistiche» le previsioni di un pil che passerà dall´1,9% del 2004 al 2,6% nel 2007. Gli investimenti, per Bruxelles, dovrebbero espandersi «a livelli storicamente elevati accoppiati a una crescita sostenuta delle esportazioni in presenza di un euro forte e di una specializzazione commerciale dell´Italia sfavorevole». Quanto al deficit pubblico, se Roma prevede il 2,2% rispetto al pil nel 2004, per la Commissione quest´anno non ci sono «margini di sicurezza» per restare lontani dal 3%. Morale: «la dimensione della correzione prevista è insufficiente a raggiungere gli obiettivi di bilancio».
          Dal 2005 inoltre «il vero ritmo della spesa sarà probabilmente più alto rispetto alle proiezioni dello scenario di base».