La truffa dei vigilantes: inchiesta in tutta Italia

02/04/2004





venerdì 2 aprile 2004

La truffa dei vigilantes: inchiesta in tutta Italia

Tra gli indagati per corruzione c’è anche Carlo Tognoli La replica: «Solo un equivoco»
      MILANO – Associazione per delinquere finalizzata alla truffa in decine di appalti di polizia privata e alla corruzione di pubblici ufficiali in mezza Italia, a partire da Milano. C’è questa accusa-choc al centro dell’inchiesta «spiata» dai tre insospettabili – una cancelliera dell’ufficio gip, un criminologo e magistrato onorario del tribunale di sorveglianza, il responsabile dell’istituto di vigilanza Città di Milano – arrestati l’altro ieri per rivelazione di segreti giudiziari e favoreggiamento. L’inchiesta principale, quella che le tre «talpe» avrebbero monitorato con 94 ingressi abusivi in 5 mesi nei computer della Procura, è molto più ampia. Nei decreti di perquisizioni i pm ipotizzano frodi «sistematiche» nei contratti di vigilanza, con violazioni tanto gravi da far scattare un’accusa di «attentato alla sicurezza» dell’aeroporto della Malpensa. Tra gli indagati per corruzione compare, come «atto dovuto», anche l’ex sindaco socialista di Milano, Carlo Tognoli, già condannato a tre anni nella Tangentopoli del ’92.
      Il nome di Tognoli è riportato nelle motivazioni dell’arresto delle presunte «talpe». I pm Napoleone, Civardi e Mannella spiegano che i 12 indagati principali (per associazione per delinquere) «sanno di essere intercettati» e «conoscono i tempi delle indagini». A confermarlo sono anche due telefonate di Tognoli, che il 12 marzo risponde al numero dell’istituto Città di Milano di cui è «consulente». Nella prima l’ex sindaco «si raccomanda di non parlare perché c’è un motivo specifico che riguarda il telefono». Nella seconda chiede al suo avvocato, Giannino Guiso, se è vero che «la proroga delle indagini la devono notificare dopo sei mesi». E lo fa «tre giorni prima della scadenza del termine» per l’accusato Claudio Tedesco, il manager delle guardie giurate. «E’ solo un grande equivoco», fa sapere Tognoli con l’avvocato Guiso. E già oggi si presenterà ai pm «per chiarire tutto».
      Tra gli appalti inquisiti, l’accusa più grave riguarda la sicurezza compromessa alla Malpensa: s’indaga tra l’altro sulla presunta scarsità di guardie compensata da turni massacranti, su presenze triplicate e su vigilantes con la fondina vuota perché assunti senza porto d’armi.
      Nei primi interrogatori in carcere, la cancelliera Daniela Silvestre avrebbe ammesso di aver fornito notizie segrete e il criminologo Guido Travaini di averle ricevute, ma non per spiare l’indagine: per la difesa, i controlli servivano solo a decidere se proseguire i rapporti di consulenza professionale con il manager dei vigilantes.
Paolo Biondani
Luigi Ferrarella


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