La trionfale «lunga marcia» del Cinese

29/07/2002



    personaggio

    Fabio Martini


    (Del 27/7/2002 Sezione: Interni Pag. 2)
    UN COMIZIO OGNI SERA, FRA IL CRESCENTE IMBARAZZO DELLA SEGRETERIA DELLA QUERCIA
    La trionfale «lunga marcia» del Cinese
    Sondaggio nella base ds: Cofferati miglior leader della sinistra

    QUELLA sera i compagni napoletani poterono assistere al primo miracolo di san Sergio. Era domenica 21 luglio e nel piccolo Stadio della Collana era in programma un dibattito tra Livia Turco e Sergio Cofferati in occasione della Festa delle Donne ds. L’ex ministra giocava in casa, sembrava un´amichevole estiva e invece la sorpresa fu grande quando dalla platea cominciarono ad alzarsi dissensi fragorosi all’indirizzo della Turco, «buuh!», «a casa», «vergogna». Una contestazione crescente, incontenibile, fino a quando Sergio Cofferati si alzò dalla sua poltroncina e si avvicinò al microfono: «Posso dire che non vi riconosco?». Bastò. La platea tacque e la ex ministra guadagnò pure qualche applauso. Lunedì 15 luglio, ad Orvieto, lo scenario è diverso, il finale analogo. E’ sera, piove a dirotto, ma nulla può cancellare il succulento programma della serata, un’intervista in piazza di Bruno Ugolini a Sergio Cofferati. I protagonisti salgono sul palco, si siedono sulle poltroncine e prima che possano bagnarsi, vengono affiancati da tre compagni che restano lì, in piedi, con gli ombrelli aperti sulle teste degli oratori. Attorno, quasi mille persone bagnate che non demordono e applaudono sino alla fine il loro Sergio. Una scena da "Ultimo imperatore". O, a seconda dei gusti, da Nanni Moretti prima maniera, quello che raccontava con affettuosa ferocia i tic della sinistra. E a Roma, ieri sera, davanti a migliaia di militanti ds, Cofferati ha riparlato del «grande Ulivo», proponendo che, «senza perdere altro tempo», «venticinque personalità lavorino ad un programma comune». Soltanto dopo «arriverà la scelta delle persone». Da un mese Sergio Cofferati batte senza sosta l’Italia. Per il "Cinese" un comizio quasi ogni sera, in feste di partito attraversate da folate di fideismo. Un tour quasi ignorato da giornali e tv, distratti forse dall’annuncio che l’addio alla Cgil è posticipato al 21 settembre. Ma il Cofferati politico è già in campo. Diverso da quello che affiancò la campagna congressuale del "correntone", ma senza parteciparvi in prima persona. Stavolta hanno capito tutti che Cofferati corre. In prima persona. L’ultima prova viene dal sondaggio condotto tra i militanti della Festa dell’Unità di Roma e i cui risultati saranno resi noti oggi dal mensile "Aprile": Cofferati è considerato "il miglior leader per la sinistra italiana" dal 60% dei 4000 compagni che hanno risposto, mentre il secondo classificato, Massimo D’Alema, segue con significativo distacco. Il fascino del "Cinese", in questa fase, si dilata anche in una cerchia più larga: l’ultimo sondaggio della Directa indica il ticket Prodi-Cofferati (34,4%) come il più gradito agli elettori dell’Ulivo e di Rifondazione, sia rispetto al Rutelli-Cofferati (21,3%) che al Fassino-Prodi (31,3%). Nei comizi, l’inflessibile Cofferati si presenta sempre uguale a sé stesso: discorsi concreti, monocordi, dominati dalla parola "diritti", con gli stessi concetti ripetuti anche due, tre volte nel giro di pochi minuti. Mai una licenza, mai una battuta. «Cofferati non ha certo un’oratoria brillante, è schivo nell’approccio con la gente – dice Aldo Garzia, direttore di "Aprile" – eppure riesce a creare la stessa empatia che riusciva a stabilire un altro personaggio che aveva lo stesso approccio: Enrico Berlinguer». Entrato in competizione con politici che ribaltano spesso la propria opinione, Cofferati appare uno che crede in ciò che dice e questo per il momento sembra bastare. Dal "Botteghino" scrutano con crescente imbarazzo i movimenti del capo della Cgil e per ora la parola d’ordine resta quella del "containement". Tanto è vero che giorni fa nella segreteria ds si è discusso se offrire al leader della Cgil una tribuna privilegiata come l’apertura della festa nazionale dell’Unità, salvo poi glissare su una soluzione di compromesso: Cofferati sarà a Modena sabato 31 agosto, terza giornata della festa e sarà intervistato da un giornalista come Giampaolo Pansa. Ben diversi, ovviamente, i commenti che trapelano in privato. Poche ore dopo il comizio di Cofferati nello stadio napoletano, Claudio Velardi (già braccio destro di D’Alema a palazzo Chigi) scherzava con un amico: «Ci voleva un Pinochet che le chiudesse, le porte di quello stadio…». Per ora il vento popolare gonfia le vele del "Cinese", ma i suoi amici si chiudono a riccio non appena si cerca di capire cosa abbia in mente di fare Cofferati all’indomani del "numero mediatico" programmato con il ritorno in Pirelli. L’impressione diffusa, a sentire i suoi, è che neanche lui abbia un piano preciso. Tutte le opzioni sono subordinate ad un enigma: in autunno Massimo D’Alema, sull’onda del nuovo quotidiano "Riformista", lancerà o no una resa dei conti con tutti i radicali del suo partito? Per il momento Cofferati pensa a far comizi: «Se continuiamo di questo passo – ha confidato ai suoi – a fine estate avrò parlato direttamente a centomila persone». E pensa pure a rassodare la Fondazione Di Vittorio, di cui diventerà presidente in autunno. Dopo aver contattato – e quasi sempre ottenuto la collaborazione – di personaggi come Paolo Sylos Labini, Paolo Onofri, Luciano Gallino, Paolo Leon – il leader della Cgil ha sondato un personaggio carismatico del riformismo europeo: Jacques Delors. La prima risposta sarebbe stata incoraggiante.