La «trattativa separata» della Cgil con Brunetta

20/09/2010

Vuole firmare in fretta l’accordo sui nuovi comparti del pubblico impiego. Per guadagnare voti
Al termine di una delle ultime riunioni all’Aran, Michele Gentile, responsabile Cgil del pubblico impiego, si è rivolto con una battuta ad
Enrico Mingardi , vicecommissario dell’agenzia governativa e vicinissimo al ministro della Pubblica amministrazione: « Forse può dire a Brunetta che, se vuole, c’è l’opportunità di fare un accordo solo con la Cgil». Una battuta, appunto, ma che nasconde un fondo di verità: nella trattativa che va avanti da settimane tra l’Aran e i sindacati per la definizione dei nuovi comparti del pubblico impiego (che come vuole la riforma devono ridursi da 12 a quattro) la Cgil spinge per trovare rapidamente un’intesa mentre Cisl e Uil non hanno tutta questa fretta. La diversità nasce dal fatto che la Cgil vuole assolutamente che nel pubblico impiego e nella scuola si tengano le elezioni per il rinnovo delle Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie, entro il prossimo novembre, come previsto (ma queste sono appunto subordinate alla definizione dei nuovi comparti), mentre gli altri sindacati non mostrano questa impazienza.
Con le elezioni la Cgil spera di sorpassare la Cisl che, grazie al maggior numero di iscritti (che fa media con i voti raccolti), è in numerosi comparti ancora la prima organizzazione. Il sindacato di Gugliel
mo Epifani , infatti, pensa di poter far leva sullo scontento derivante dal blocco della contrattazione e dalla impopolarità di Renato
Brunetta presso parte dei pubblici dipendenti per aumentare i suoi consenti (circa il 33% nelle elezioni del 2007). Insomma, pur di andare alle elezioni, la Cgil stringerebbe un patto col «diavolo» Brunetta. Ovviamente gli altri sindacati respingono i sospetti della Cgil e negano di aver paura delle elezioni, tanto più, osservano, che i numerosi scioperi svolti dalla sola Cgil contro il governo hanno raccolto pochissime adesioni. Domani ci sarà un nuovo incontro tra l’Aran guidata dal commissario Antonio Naddeo e i sindacati, mentre venerdì la Funzione pubblica Cgil riunirà l’assemblea dei delegati e quadri del pubblico impiego per decidere la mobilitazione a sostegno delle elezioni.
**** Battaglia su rappresentanza e rappresentatività anche al Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, presieduto da
Antonio Marzano . Il decreto con la nomina della nuova consiliatura ( 109 consiglieri, in rappresentanza di sindacati e associazioni imprenditoriali, più 12 esperti) è del 23 luglio scorso, ma dovrebbe arrivare solo in questi giorni sulla Gazzetta Ufficiale , dopo di che partiranno i ricorsi. In prima fila, dalla Cgil, pronta a ricorrere al Tar per i due seggi che le sono stati sottratti (da 17 a 15) a favore, rispettivamente, di Cisl (che sale da 11 a 12) e Uil (da sei a sette).
Sono a rischio ricorsi anche i due seggi dell’Ugl, di cui molti contestano la rappresentatività, e la nomina di Fulvio Ferrazzano, leader dello Snaprecom, sindacato autonomo della presidenza del Consiglio. Polemiche, infine, sulle nomine tra gli esperti (da parte di Palazzo Chigi) di Francesco Cavallaro , segretario della Cisal e sindaco di Dinami (Vibo Valentia).