La totalizzazione prende una pausa

20/02/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
043, pag. 33 del 20/2/2003
di Teresa Pittelli

Il ministro del welfare terrà in sospeso il regolamento fino all’8 marzo in attesa di un accordo.
La totalizzazione prende una pausa

Maroni rilancia la trattativa Casse-associazioni professionali

Maroni rilancia la trattativa sulla totalizzazione. E concede alle Casse di previdenza e alle associazioni professionali altri 20 giorni, fino all’8 marzo, per trovare un accordo sull’attuazione dell’articolo 71 della Finanziaria 2001, che ha introdotto il cumulo gratuito degli spezzoni contributivi sparsi tra più enti, in modo da ottenere una pensione. ´Nonostante il regolamento ministeriale che attua la totalizzazione sia stato già firmato dal ministro del tesoro e attenda solo di essere vistato dalla Corte dei conti’, ha detto ieri a ItaliaOggi Roberto Maroni, ministro del welfare, ´ho deciso di tenerlo in sospeso fino all’8 marzo, per dare un’ultima possibilità alle parti di accordarsi su un testo condiviso’. Per il presidente dell’Adepp (l’associazione delle Casse), Maurizio de Tilla, ´ci vorrebbero almeno altri due mesi’. Le parti si vedranno, comunque, nei prossimi giorni per tentare di dare una soluzione al nodo ancora in discussione, cioè il sistema di calcolo da applicare alle pensioni totalizzate.

- L’apertura di Maroni. Secondo il ministro la querelle sul regolamento di attuazione della totalizzazione (avversato dalle Casse di previdenza e chiesto invece dai professionisti interessati a totalizzare i contributi) ´è il primo caso di conflitto sociale all’interno di una stessa categoria professionale. Un conflitto che però deve essere risolto al più presto’. Secondo il ministro, ´il principio della totalizzazione va infatti attuato, perché se un lavoratore cambia lavoro non deve essere penalizzato negandogli la pensione’. Maroni ha ricordato di aver già dato molto tempo alle associazioni per trovare un accordo, e che il periodo che va da oggi fino alla prima settimana di marzo è veramente l’ultima chance per sostituire il testo dell’attuale regolamento con uno concordato tra i professionisti. ´Altrimenti il provvedimento andrà in Gazzetta Ufficiale il 10 marzo’, ha aggiunto Maroni.

- Le posizioni dei professionisti. Secondo de Tilla, ´occorrerebbe non solo cambiare il decreto, ma modificare l’articolo 71 della Finanziaria, che è una norma in bianco, quindi illegittima, e che non tiene conto degli equilibri finanziari delle Casse’. Per de Tilla ´le modifiche potrebbero essere concordate al tavolo della trattativa con i professionisti, e poi inserite in un emendamento alla delega sulla previdenza’. Ma per fare questo forse ´servirebbe più tempo, almeno due mesi’. ´Ci sono molte ragioni per fare una nuova legge, anche nell’interesse dei totalizzanti’, insiste de Tilla, secondo il quale è anche ´sbagliato procedere a strappi, con alcune norme inserite in un decreto e altre in una delega’.

Diversa la posizione di Carlo Bottiglieri, presidente del Comitato previdenza professionisti, che, pur sperando ancora nella trattativa con le Casse, ´attende fiducioso che il regolamento prima o poi venga emanato, e che il parlamento si pronunci per l’estensione del diritto anche a chi ha 40 anni di contributi, oltre che 65 di età, e a chi ha già maturato una pensione in una gestione’ (entrambe le norme sono state approvate ieri dalla commissione lavoro della camera con la delega previdenziale, ndr). Secondo Bottiglieri, il diritto a totalizzare i contributi pro quota, secondo il sistema di calcolo di ogni ente, ´è stato sancito dalla Corte costituzionale e non può essere messo in discussione, qualunque sia la forma di attuazione che gli si voglia dare’.

Da questo punto, sul quale si è arenata la trattativa con le Casse di previdenza, restie, almeno quelle che applicano il retributivo, a sborsare pensioni troppo generose per i totalizzanti che graverebbero sui contributi degli iscritti, bisognerà ripartire.