La totalizzazione è più vicina

11/09/2003



        Giovedí 11 Settembre 2003

        NORME E TRIBUTI


        La totalizzazione è più vicina

        Previdenza – I sindacati dei professionisti dicono sì alla bozza preparata dal sottosegretario Brambilla


        ROMA – Accordo raggiunto sui meccanismi per la totalizzazione dei contributi versati in più gestioni previdenziali: chi avrà 65 anni di età e almeno 25 di versamenti o, in alternativa, 40 anni di contributi, potrà sommare i periodi ai fini del diritto alla pensione. E le prestazioni verranno determinate, pro quota da ciascuna Cassa coinvolta, con il metodo contributivo. Ieri il sottosegretario al Lavoro, Alberto Brambilla, ha incassato l’adesione dei sindacati dei professionisti rispetto alla bozza di articolato da inserire nella delega sulle pensioni. Prima delle ferie, il testo (si veda «Il Sole-24 Ore» del 22 luglio) era stato approvato dalle Casse dei professionisti. Per Consilp e Confedertecnica – le confederazioni che riuniscono le sigle sindacali dei professionisti – lo schema messo a punto da Brambilla risponde all’esigenza di assicurare la pensione anche ai lavoratori che hanno alle spalle una carriera "flessibile". Gaetano Stella e Mario Cassano (rispettivamente, presidente di Consilp e vicepresidente di Confedertecnica) hanno comunque chiesto a Brambilla di aumentare il correttivo per ridurre la differenza tra l’assegno contributivo rispetto al retributivo. Senza aggiungere, però, nuovi problemi per l’equilibrio di medio e lungo termine delle Casse, soprattutto dopo l’allarme-crack lanciato dal ministro del Lavoro, Roberto Maroni. Il tavolo di confronto è invece stato abbandonato da Carlo Bottiglieri, che coordina un comitato di tutela. «A questo punto – spiega Brambilla – farò una relazione per il ministro e predisporrò un protocollo d’intesa che le parti sottoscriveranno. Si tratta di un risultato storico, visto che di totalizzazione si parla invano da molti anni. Garantiremo la possibilità di ottenere una pensione a tutti quei lavoratori che altrimenti, a meno di ricongiungere i contributi in forma onerosa, non riuscirebbero a raggiungere il diritto alla prestazione. Non sono solo professionisti, ma anche collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori dipendenti». Per le gestioni pubbliche l’onere del provvedimento è previsto in 260 milioni di euro l’anno. «La copertura – afferma Brambilla – è già stata individuata: si tratta di un provvedimento che garantisce equità: basti pensare che la legge 388/00, che ha introdotto una forma molto parziale di totalizzazione, quantificava il fabbisogno nel settore pubblico in 10 milioni di euro». Al di là dei requisiti soggettivi, potranno essere sommati solo gli spezzoni contributivi di almeno cinque anni: la pensione sarà "formata" dall’assegno determinato, pro quota, dagli Enti cui sono stati effettuati i versamenti. Gli istituti pubblici calcoleranno le prestazioni con il metodo contributivo della legge 335/95, senza pro rata.
        Per le Casse previdenziali, invece, è previsto un contributivo "ad hoc": nel montante confluiranno i versamenti soggettivi entro il tetto reddituale fissato dai vari enti. Il tasso annuo di capitalizzazione sarà pari al 90% della media quinquennale dei rendimenti netti del patrimonio, con un minimo garantito dell’1,5% (si veda anche la scheda). Il coefficiente di trasformazione (si utilizzeranno le tabelle delle legge 335/95) sarà rapportato all’età di chi richiede il pensionamento.
        «L’assegno contributivo per chi ha più di 20 anni di versamenti nella stessa Cassa – spiega Brambilla – si attesterà tra il 60-65% di quello calcolato con il retributivo. È un risultato soddisfacente, se si tiene conto che molti enti privati fino a pochi anni fa prevedevano un forfait o comunque un’aliquota contributiva ridotta».

        MARIA CARLA DE CESARI