La torta di Lotito appalti milionari senza controlli

19/04/2013

Quando il 19 dicembre scorso il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha invitato tutti a Palazzo Valentini per il consueto brindisi natalizio, i flash dei fotografi erano tutti per il presidente della Lazio Claudio Lotito dato in procinto di scendere in politica per le imminenti elezioni Regionali. Al loro fianco, sorridente nonostante gli scandali che avevano travolto la sua ormai ex maggioranza, l`allora governatrice Renata Polverini. Un quadretto che non � sfuggito ai sindacati della vigilanza privata visto che il terzetto Polverini, Pecoraro e Lotito � da mesi al centro di una delle pi� intricate e opache vicende relative agli appalti milionari della Regione Lazio. Mesi di denunce, ricorsi alla giustizia amministrativa e complicate trattative ricadute sulla pelle di centinaia di lavoratori del settore finiti in cassintegrazione. Una vicenda su cui il Tar del Lazio ha imposto lo stop riconoscendo le irreglarit� con cui gli appalti sono stati concessi e estromettendo, di fatto, il raggruppamento temporaneo di imprese che si � aggiudicato l`appalto. Una compagine variegata di cui Claudio Lotito, attraverso la sua Roma Union Security, � di fatto a capo con la collaborazione di personaggi dal passato poco limpido e guai giudiziari tutt`ora in corso. Ma andiamo per ordine. Ad inizio 2010 la Regione Lazio emette un bando di concorso �per l`affidamento del servizio integrato di vigilanza, sicurezza custodia-sorveglianza e fornitura di impianti tecnologici� negli ospedali della Capitale. Fra i soggetti che presentano le proprie offerte c`� anche un raggruppamento temporaneo di imprese composto essenzialmente da "Citt� di Roma metronotte" e "Roma Union Security" (ne fanno parte anche "Securitas Metronotte" e "Flash&Capitalpol", ma saranno presto escluse dalla compagine) che alla fine si aggiudicher� due dei sei lotti in gara per gli ospedali San Camillo Forlanini, Spallanzani e Ares 118 (lotto 4) e per il Sant`Andrea e Policlinico Umberto I (lotto 6). Valore degli appalti, che avranno una durata fra i due e i tre anni, 25 milioni di euro pi� Iva, tre in meno della base d`asta. La Roma Union Security, per�, � una vecchia conoscenza dei sindacati di settore. Da anni, infatti, si susseguono le denunce e le segnalazioni inviate all`ente bilaterale nazionale per la vigilanza privata e al suo omologo territoriale. Sembra, stando a quanto denunciato da Mauro Brinati, segretario Fisascat-Cisl per Roma e Lazio, che in azienda quasi nulla sia a norma: inadempienze contrattuali, strumentazioni inadeguate, pignoramenti delle attrezzature e mancato versamento delle quote del Tfr per i lavoratori. Agli addetti alla sicurezza, addirittura, l`azienda non pagava pi� le sessioni di esercitazione nei poligoni di tiro, essenziali per il mantenimento della licenza e del porto d`armi. Elementi che, segnala Brinati, basterebbero al ritiro del certificato di conformit� necessario per partecipare a qualsiasi gara d`appalto. Mancanze che la Roma Union Security riconosce in un incontro davanti all`ente territoriale (18 giugno 2010) impegnandosi con i rappresentanti di Filcams-Cgil, Uil-Tucs e Fisascat-Cisl a porvi rimedio quanto prima. Passano i mesi ma nulla cambia e infatti le sigle di categoria continuano ripetutamente a chiedere incontri (disertati dall`azienda) e un parere di non conformit� per la Roma Union Security che ne bloccherebbe di fatto l`attivit�. La situazione, se possibile, peggiora ancora e nel settembre 2011 la Fisascat-Cisl presenta una denuncia alla Prefettura di Roma, l`organismo cui spetta l`ultimo controllo in materia di vigilanza privata, alla Questura, al ministero del Lavoro e agli enti bilaterali nazionale e territoriale. Nell`esposto Brinati denuncia che l`azienda non paga la copertura sanitaria integrativa ai lavorati, non dispone di un ponte radio funzionante (in caso di emergenza le comunicazioni con la centrale avvengono via cellulare) utilizza auto fatiscenti e continua a non regolarizzare la propria posizione in materia di Tfr. La sede dell`azienda addirittura, sostiene Brinati, sarebbe sotto sfratto e sotto sequestro per il mancato pagamento dell`affitto. �Il dato pi� eclatante – si legge nel documento – � rappresentato dal fatto che il titolare e presidente della societ�, dottor Gianfranco Bellocchi, � stato per anni responsabile della divisione di polizia amministrativa presso la Questura di Roma, quindi riteniamo che sia perfettamente a conoscenza delle regole che disciplinano gli istituti di vigilanza privati e quindi anche la Roma Union�.
PAGANO SEMPRE I LAVORATORI
Di fronte al silenzio della Prefettura e della Questura di Roma, i sindacati arrivano a proclamare uno scioperoper i116 gennaio 2012, scongiurato soltanto dopo un nuovo incontro con i rappresentanti della Roma Union Security e un verbale di accordo con cui l`azienda si impegna nuovamente a sanare le inadempienze. In Regione, per�, sembra che i problemi della Roma Union non siano cos� importanti da causarne l`esclusione dalla gara d`appalto: i lotti 4 e 6, infatti, vengono regolarmente assegnati al raggruppamento temporaneo di imprese di cui fa parte l`azienda e, a cavallo fra l`estate del 2011 e il gennaio 2012, la Roma Union avvia di fatto le procedure per iniziare il servizio negli ospedali. C`� un problema, per�: l`azienda, come previsto dalle leggi regionali sul cambio appalto nel settore della vigilanza, dovrebbe assorbire i lavoratori gi� impegnati nel servizio con l`istituto di vigilanza uscente. Secondo i sindacati, infatti, alla Roma Union dovrebbero confluire 105 delle 145 guardie giurate gi� al lavoro negli ospedali. Dall`azienda per� arriva un secco no anche alla proposta conciliativa, presentata davanti al ministero del Lavoro (8 novembre 2011) dalla Prefettura, che prevede il mantenimento in servizio di 85 lavoratori. �Il mancato accoglimento della proposta conciliativa – spiega al tavolo, secondo la ricostruzione dei sindacati, la dottoressa Maria Pia De Rosa della Prefettura – far� scattare sanzioni economiche e amministrative�. Dieci giorni pi� tardi, quando le parti si rincontrano al ministero, � Claudio Lotito a fare irruzione sulla scena: il presidente della Lazio si presenta, per la prima volta, come "proprietario" della Roma Unione annuncia ai sindacati di aver gi� chiuso un accordo con il prefetto Giuseppe Pecoraro che prevede l`assorbimento di soli 60 agenti �a condizione – scrivono i sindacati in una denuncia – della messa in mobilit� dei lavoratori stessi, al fine di usufruire dei relativi sgravi contributivi e rendere compatibile il conseguente costo del lavoro rispetto al ribasso concesso in sede di gara�. Una operazione che a conti fatti porterebbe alle casse di Lotito un risparmio, garantito dallo stato, pari a circa 800mila euro l`anno e metterebbe per strada 80 lavoratori. Una proposta, ovviamente, rifiutata dai sindacati. Il braccio di ferro si protrae per un anno con incontri chiesti e mai concessi, convocazioni non rispettate e altre denunce. Nel frattempo i lavoratori dell`azienda di Lotito, raccontano i sindacati, vengono messi in cassintegrazione a rotazione e costretti a turni di anche 16 ore al giorno. Tutto fino al brindisi di Natale del 19 dicembre scorso, al terremoto in Regione che porta ad elezioni anticipate e ai ricorsi al Tar presentati dalle imprese uscenti e da quelle risultate non vincitrici nella gara d`appalto. E le sentenze della magistratura amministrativa, a due anni dai primi esposti, sanciscono quello che i sindacati avevano a pi� riprese denunciato: l`appalto � stato concesso irregolarmente, il raggruppamento di imprese non aveva i titoli per aggiudicarsi i lavori e l`affidamento degli stessi va bloccato. Anche se la Roma Union ha pi� volte tentato il colpo di mano, addirittura cercando di entrare in servizio il giorno prima delle elezioni vinte da Nicola Zingaretti, e anche in questi giorni sta provando a prendere possesso delle postazioni di lavoro del Policlinico Umberto I con i propri addetti alla vigilanza. In attesa del verdetto del Consiglio di Stato restano le domande: chi doveva vigilare e non lo ha fatto? Chi ha chiuso entrambi gli occhi procedendo con l`assegnazione dei lavori davanti ad una situazione pi� volte denunciata dai sindacati? Quanto tempo si � perso, e quanti lavoratori hanno pagato sulla propria pelle?