La tempestività della contestazione è legata esclusivamente all’infrazione

13/10/2004

          del Lunedì

            lunedì 11 ottobre 2004

            sezione: DIRITTO & SENTENZE – pag: 26
            SANZIONI/ I tempi della difesa
            La tempestività della contestazione è legata esclusivamente all’infrazione
            Il principio dell’immediatezza della contestazione disciplinare deve essere inteso come relativo all’infrazione e non tanto alla sanzione. Lo precisa la Corte di cassazione, sezione Lavoro, con la sentenza n. 18722. Il principio trova infatti fondamento nell’articolo 7 dello Statuto dei diritti dei lavoratori che riconosce al dipendente incolpato il diritto di difesa: una tutela da assicurare nella sua effettività e che trova concretezza soprattutto nell’effettuazione della contestazione immediatamente a ridosso dei fatti. In questo modo si garantisce al lavoratore il materiale per difendersi in maniera efficace, contrapponendo documentazione e testimonianze alle tesi accusatorie del datore di lavoro.

            Tenendo presente questo presupposto la Cassazione ha censurato la Corte di appello di Firenze che aveva invece agganciato il termine per il tempestivo esercizio del potere disciplinare alla data dell’irrogazione della sanzione. Quest’ultima invece, sottolinea la Corte, può avvenire anche a distanza di tempo nel rispetto del principio della buona fede contrattuale. E tanto più quando il comportamento contestato in via disciplinare è sottoposto anche a verifiche in sede penale, e proprio questo era il caso esaminato dai giudici toscani.

            La Cassazione si toglie poi qualche sassolino dalle scarpe, sottolineando come il requisito dell’immediatezza della contestazione sia andato nel tempo, e a causa anche di diversi interventi giurisprudenziali, svuotandosi per assumere un’accezione "relativa" che sconfina nell’arbitrio. Per la sentenza invece non è possibile «affermare che il principio dell’immediatezza debba essere applicato dal giudice entro un termine "perentorio" non indicato dalla legge», ma va piuttosto chiarito «che la discrezionalità del giudice nel valutare il carattere della tempestività della contestazione disciplinare dovrà svolgersi nell’ambito dei presupposti alla base del principio dell’immediatezza, ossia del riconoscimento del pieno ed effettivo diritto di difesa garantito ex lege al lavoratore e del comportamento datoriale secondo buona fede».