La telefonata di Epifani al leader della Cisl: fuori chi aggredisce

07/10/2010

I sindacalisti a rischio espulsione
ROMA — Il più a rischio espulsione è Eugenio Borella, 51 anni, segretario della Fiom-Cgil di Bergamo da nemmeno tre settimane. E sì, perché Borella l’ha fatta davvero grossa, secondo il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. È stato lui, infatti, il 30 settembre, a guidare un gruppo di lavoratori in una manifestazione davanti alla sede della Cisl di Treviglio che ha visto il lancio di mortaletti e uova, con insulti ai militanti e dirigenti del sindacato guidato da Raffaele Bonanni. Lo stesso Bonanni che, il giorno dopo, aveva detto: «Se una cosa così l’avessero fatta i miei, avrei subito chiesto l’espulsione dei responsabili». Cosa che il segretario della Cisl ha ripetuto personalmente a quello della Cgil quando i due si sono parlati brevemente (e non accadeva da molto tempo) lunedì sera, al termine dell’incontro tra le associazioni imprenditoriali e i sindacati sul «Patto per la crescita».
«Abbiamo semplicemente chiesto a Epifani se loro ce l’hanno uno Statuto e se intendevano farlo valere», racconta uno dei cislini presenti. Dopo i fatti di ieri — una nuova aggressione della Fiom denunciata dalla Cisl, questa volta alla sede di Merate, vicino Lecco, e quella compiuta da esponenti di «Action diritti in movimento» alla sede nazionale di via Po a Roma — Epifani ha deciso di intervenire con durezza. E così la prevista riunione di lunedì tra la segreteria della Cgil e quella della Fiom guidata da Maurizio Landini servirà allo stesso Epifani e a Susanna Camusso, che il 3 novembre ne prenderà il posto al vertice della Cgil, per mandare un segnale chiaro al sindacato dei metalmeccanici. Per questo ieri Epifani, dopo aver telefonato a Bonanni e dopo aver mandato il segretario organizzativo, Enrico Panini, alla sede Cisl per ribadire la vicinanza e la solidarietà della Cgil, non ha esitato a usare termini come «espulsione», promettendo «massima intransigenza» verso i dirigenti del suo sindacato che dovessero risultare responsabili degli atti di aggressione alla Cisl: «C’è un limite oltre il quale non si può andare: una sede sindacale rappresenta un simbolo e va rispettata», ha detto intervenendo a Repubblica Tv.
Le procedure disciplinari interne alla Cgil prevedono due gradi di giudizio. Il primo è la «commissione interregionale di garanzia». Sarà quella del Nord Italia a pronunciarsi sui casi che le verranno sottoposti, tra cui sicuramente quello di Treviglio. Le sanzioni decise (siano esse la sospensione o l’espulsione) sono appellabili presso la «commissione nazionale di garanzia» presieduta da Gian Paolo Patta, già segretario confederale e sottosegretario alla Salute nel governo Prodi.