“La tecnologia non deve abbagliarci”

21/11/2000



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21 Novembre 2000Oggi in edicola Pagina 32
"La tecnologia
non deve
abbagliarci"

Sandro Taglienti, Enea


MILANO (g.lon) – "Le esibizioni di tecnologia a volte possono essere utili. Ma non facciamoci abbagliare". Sandro Taglienti, direttore del laboratorio di robotica dell’Enea, non nasconde un po’ di scetticismo nei confronti dei robot "umanoidi". "Si tratta più che altro di un oggetto letterario". Quanto agli animaloidi, sembrano rimandare ai mostri mitologici.
"In certe situazioni c’è bisogno di un robot in grado di muoversi in situazioni difficili grazie a qualcosa di simile alle zampe. Un robot dotato di sensori per orientarsi in un ambiente ostile. Poco tempo fa abbiamo collaborato ad un progetto di ricerca europeo Eureka per la costruzione di un "granchio" da utilizzare per applicazioni sottomarine, perché avevamo bisogno di un robot che sapesse ancorarsi a strutture come le piattaforme petrolifere per ispezionare i pozzi in alto mare. Per ottenere questi risultati bisognava, fra l’altro, risolvere delicati problemi di visione".
Nonostante lo scetticismo, insomma gli animaloidi sembrano entrati anche all’Enea. Ma a Taglienti non piace nemmeno utilizzare questo termine. "Il nostro robot non era guidato da un cervello: l’intelligenza della macchina era distribuita. Questo vuol dire che ogni zampa del granchio aveva un suo cervello. L’aspetto, quindi era quello di un robot animaloide ma in realtà si trattava di qualcosa di differente".
A questo punto, sorge un dubbio: che la corsa ai robot animaloidi non sia dettata anche dal desiderio dei ricercatori di far finanziare i propri "giocattoli" con fondi pubblici? Taglienti non lo esclude, ma non si scandalizza. "D’altronde attraverso questi studi si ottengono risultati utilizzabili proficuamente dall’industria italiana della robotica e delle macchine utensili che si trova ai primi posti nel mondo. E che deve competere con temibili concorrenti".