La tangentopoli della sicurezza

14/05/2004


VENERDÌ 14 MAGGIO 2004

 
 
Pagina 23 – Cronaca
 
 
LE TAPPE
Travolti i vertici di un istituto di vigilanza, coinvolti un colonnello e un direttore Enav. Nello scrigno delle mazzette, 400 mila euro
La tangentopoli della sicurezza
Appalti truccati in aeroporti e poste, otto arresti tra Milano e Roma

I casi della Regione Lombardia e della sorveglianza per le polveriere dell´esercito
LUCA FAZZO


    MILANO – Lo chiamavano «lo scheletro». Era un armadio blindato nella sede torinese dell´Ivri, la più potente e ramificata tra le aziende italiane nel business della sicurezza. Dentro l´armadio, i soldi in contanti per le mazzette. Quando sono arrivati a fare irruzione da Milano i vigili della polizia municipale, nello «scheletro» hanno trovato 400mila euro. Ma erano solo gli avanzi. Un foglio di Excel – diffuso programma di calcolo per computer – riassumeva entrate e uscite della contabilità della tangente, decine di milioni distribuiti nel corso degli anni ai vertici degli enti pubblici a cui Ivri forniva, vincendo appalti a man bassa, i suoi vigilantes.
    Ieri mattina, un primo gruppo di otto corrotti e corruttori finisce agli arresti: e tra le righe dell´ordinanza si intuisce un universo ancora inesplorato di corruttele e protezioni politiche. Finisce in cella Gian Pietro Zanè, presidente e padrone di Ivri, accusato di essere il dominus della rete di mazzette distribuite per conquistare gli appalti delle Poste italiane, della Regione Lombardia, degli aeroporti, della Fiera di Milano, dell´esercito: «Il ricorso al pagamento delle tangenti – scrive il gip Bea Secchi – costituisce il modo di operare tipico delle società facenti capo a Zanè». Insieme a lui vengono arrestati i destinatari delle tangenti individuate finora. Ci sono un colonnello dell´esercito, Francesco Stuffi, e un impiegato civile del ministero della Difesa, che intascavano soldi sulla vigilanza delle caserme e delle polveriere di tutta Italia, un appalto da 15 milioni di euro. C´è un funzionario di Enav, l´ente di assistenza al volo, Roberto Cosentino, che da Ivri pigliava uno stipendio fisso da 50mila euro all´anno per truccare le gare d´appalto sulle torri di controllo di Linate, Malpensa, Padova, Brindisi e Salerno.
    E c´è quello che appare il personaggio di maggior spessore, quello che «manifestando la sua elevata pericolosità e radicale scelta criminale ha offerto i propri servizi in ogni settore in cui ha operato»: Maurizio Filotto, 40 anni, ex carabiniere divenuto un esperto di sicurezza ben protetto politicamente, incarichi in Cariplo, alla Sea (la società degli aeroporti milanesi), alla Fiera, fino alla nomina a responsabile della sicurezza delle Poste Italiane. Filotto – indicato dal sindaco Gabriele Albertini come amministratore di Sea, scelto dalla giunta regionale di Roberto Formigoni per le commissioni d´appalto della sicurezza – incassa da Ivri tangenti sugli appalti della Fiera, della Regione (un affare da 12 milioni e mezzo), e da ultimo delle Poste. Dove il suo incarico di manager aveva suscitato interpellanze parlamentari.
    L´inchiesta sugli appalti dei vigilantes era iniziata in sordina un anno fa, quando la polizia municipale aveva scoperto che i controlli per conto del Comune nei parchi milanesi venivano effettuati a scartamento ridotto. Un mese fa, la svolta: si scopre che Ivri sta «spiando» l´inchiesta della Procura, grazie a una talpa in tribunale. Claudio Tedesco, amministratore delegato, finisce in carcere: e qui comincia a parlare, inchiodato da una telefonata surreale con un suo collaboratore addetto allo "scheletro", la cassaforte delle tangenti, da cui sono spariti decine di migliaia di euro. «Qualcuno dovrà spiegarmi come sono usciti i soldi». «Io lo sto domandando a te, a chi li hai dati?». «Li ho dati a te, i soldi». «A me?». «Sì, per l´Enav e per l´Esercito». «A me li hai dati?». «Allora vedi che sei bugiardo». C´è poco da negare, Tedesco racconta tutto, il suo collaboratore anche. Qualche giorno dopo Zanè, il padrone di Ivri, cerca di evitare l´arresto presentandosi in Procura e facendo mezze ammissioni. Tutto inutile.