La strategia di Lega Coop: nuovi supermercati e listini «tagliati»

03/05/2004

        sabato 1 maggio 2004
        La presenza italiana nella distribuzione
        La strategia di Lega Coop: nuovi supermercati
        e listini «tagliati»
        Unicoop Firenze lancia un massiccio piano di investimenti per nuove aperture
        Vladimiro Frulletti
        FIRENZE Prezzi tagliati e nuovi supermercati. È questa la strategia delle cooperative di consumo toscane aderenti alla Lega delle cooperative per contrastare la crisi economica che sta svuotando i portafogli delle famiglie italiane. Un disegno che da una parte mira a bloccare la crescita dei prezzi dei prodotti base della spesa e che dall’altra punta a contrastare l’espansionismo straniero nella grande distribuzione.

          Oramai in Italia i padroni della grande distribuzione alimentare infatti parlano francese e tedesco e le imprese italiane stanno cedendo sempre più consistenti fette di mercato. Le uniche in grado di resistere paiono proprio le coop. «L’impresa italiana in questo settore – spiega Turiddo Campaini, presidente di Unicoop Firenze, la più grande coop di distribuzione italiana ha fatto cilecca. La leadership è di Francia e Germania e questo indica che uno dei nodi strategici della nostra economia è in mano ad altri. Un problema molto serio. Perché chi ha il cervello altrove non si preoccupa mai troppo delle conseguenze che le sue scelte potranno avere sul territorio che le ospita». E non sarà mai attento neppure a valorizzare i prodotti made in Italy. In futuro il rischio concreto è che nei supermarket sarà più facile trovare il “parmisan” che il nostro parmigiano. Da qui la necessità, vitale, per le coop del distretto tirrenico (Unicoop Firenze, Coop Toscana Lazio e Coop Centro Italia) di non rimanere ferme nei loro capisaldi evitando di essere accerchiate dagli stranieri. Per questo sono previsti investimenti di oltre 600 milioni di euro per aprire nuovi punti vendita in Lazio e in Campania. In particolare a Roma è previsto che i negozi coop quintuplicheremo.

          L’altra scelta che le coop hanno fatto è quella di difendere le proprie quote di mercato difendendo il potere d’acquisto dei propri clienti (in gran parte anche soci). Da lunedì fino alla fine dell’anno nei 367 punti vendita presenti in Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo e Campania. ci saranno 150 prodotti a marchio coop di uso quotidiano come pane, pasta, olio e detersivi scontati del 10%. I prezzi di altri 1500, sempre con il logo coop rimarranno bloccati e infine ogni 15 giorni ci saranno promozione a rotazione su alimentari freschi come carne, pesce, frutta e verdura. In totale ogni famiglia, secondo i calcoli fatti da Unicoop, dovrebbe risparmiare almeno 45 euro al mese. Il che per le tasche delle coop significherà un minor introito di almeno 13 milioni di euro. Del resto la “scusa” per lanciare questa promozione è il compleanno (150 candeline) del primo negozio coop. Lo misero in piedi gli operai di Torino (si chiamava “magazzino di previdenza”) per resistere alla grave carestia che fra il 1853 e il 1854 colpì il Regno Sabaudo. Al governo, allora, c’era Camillo Benso conte di Cavour. È vero che oggi di carestia in Italia non si può parlare, ma le famiglie, a cui alla fine del mese i conti non tornano, sono sempre di più.