La strategia del ministro Gnudi «Puntare sul Sud e sugli stranieri»

28/09/2012

«Gli italiani sono andati in vacanza per meno giorni, a causa della crisi e non c`è da sperare che questo trend cambi a breve. Per questo bisogna puntare sugli stranieri e fare in modo che vengano attratti da tutto il territorio nazionale a partire dal Sud». Il ministro Piero Gnudi ha le idee chiare sulla "exit strategy" dalla crisi che ha colpito anche il settore del turismo. E proprio l`impegno a intercettare i nuovi flussi turistici internazionali («raddoppiati negli ultimi vent`anni e pronti a raddoppiare ancora nei prossimi venti») scommettendo su nuove mete e poli turistici, soprattutto nel Meridione, sono i pilastri del piano strategico nazionale sul turismo che nel giro di un paio di settimane finirà sul tavolo del premier Monti.
«Vogliamo vararlo entro l`anno», ha assicurato Gnudi subito dopo la presentazione ieri del protocollo d`intesa per l`adozione del codice mondiale di etica del turismo dell`Onu che è stato firmato, in occasione della 33esima giornata mondiale del turismo, dalle organizzazioni di categoria. Un piano – anticipato dal Sole 24 Ore di venerdì scorso – che prevede un ampio pacchetto di misure: dalla trasformazione della tassa di soggiorno in una di scopo per il turismo al recupero di almeno una quota dell`extragettito Iva, fino alla defiscalizzazione degli investimenti nelle strutture ricettive. Oltre al potenziamento della promozione del marchio Italia: in pista c`è l`avvio di una campagna straordinaria in tutto il mondo da circa 6o milioni all`anno per tre anni. Con il rilancio del Sud che sarà decisivo visto che oggi è una meta raggiunta solo dal 12-13% degli stranieri che vengono in Italia: «Non è possibile che la Sicilia abbia un quarto delle presenze della provincia di Bolzano», ha aggiunto Gnudi Che vede in una maggiore distribuzione sul territorio una delle vie per aiutare l`Italia a non perdere, come successo in passato, il treno del turismo mondiale che nei prossimi anni crescerà a ritmi del 4% all`anno, per un giro d`affari che nel 2020 varrà 6.600 miliardi. Il piano ieri ha incassato nuovamente il consenso delle Regioni: «Per la prima volta tutti i protagonisti del settore fanno fronte comune con una strategia unica», ha spiegato Mauro Di Dalmazio (Abruzzo) che coordina gli assessori al turismo. E se la Filcams Cgil plaude al piano, ma chiede di coinvolgere le parti sociali per «presentare le proprie proposte», il Pd spera che siano indicate anche le risorse «necessarie per far ripartire questo fondamentale comparto della nostra economia». Il ministro Gnudi ieri ha parlato anche di un nuovo approccio per il settore «in cui l`etica e la responsabilità non siano un accessorio, ma l`elemento distintivo di un turismo di qualità».
Da qui l`adozione anche in Italia del codice etico con la sigla da parte di Confcommercio, Federturísmo-Confindustria, Assoturismo-Confesercenti, Fìtus e Aitr. Codice che in dieci articoli, tra diritti e obblighi di turisti e operatori, punta a un turismo responsabile e sostenibile in grado di rispettare l`ambiente e il patrimonio artistico e culturale.