La stangata di Capodanno

23/12/2005
    venerdì 23 dicembre 2005

    Pagina 19 – Economia

    PREZZI - LE PREVISIONI DEL REF CONTESTATE DA SCAJOLA: GLI AUMENTI SARANNO ENTRO IL TASSO DI INFLAZIONE

      La stangata di Capodanno
      «Luce +4% e gas +5,5%»

        Guerra degli sconti su verde e gasolio. Più care le autostrade

        Luigi Grassia

          Lasciate ogni speranza voi che entrate nel 2006 pensando alle bollette e illudendovi che ormai non ci sia più spazio per ulteriori rincari. Le tariffe della luce aumenteranno del 4% e quelle del gas del 5,5% con un aggravio medio di circa 60 euro a famiglia (15 per la luce e 45 per il metano).

          Questi rincari non sono ancora ufficiali, trattandosi di calcoli dell’istituto Ref che utilizza gli stessi metodi di adeguamento dell’Authority per l’energia (e il Garante ha un certo margine discrezionale per modificare il risultato finale). Ma va sottolineato che seguendo lo stesso sistema un altro autorevole centro di ricerca, il Rie, un mese fa era arrivato a conclusioni molto vicine, preconizzando una stangata complessiva di 62 euro. Il Rie aveva anche fatto sapere che le utenze elettriche industriali subiranno addirittura un +14%.

            Non bisogna dimenticare che sono in agguato i consueti ritocchi annuali all’insù dei pedaggi autostradali, determinati dai contratti di concessione sulla base del tasso di inflazione e di altri parametri. Non si sa a quanto ammonteranno ma l’anno scorso c’è stato un +2% e negli anni precedenti l’ordine di grandezza è stato quello, per cui è verosimile che nel 2006 si replichi.

              A queste batoste in serie fa da contraltare qualche sconto, e proprio sul fronte che di solito ci riserva più lacrime e più sangue, cioè quello della benzina e del gasolio. L’Eni ha scatenato una guerra dei prezzi tagliando fra oggi e il giorno di Natale di 4 centesimi al litro i listini di tutti i carburanti Agip, sconto a cui va sommata la riduzione di un cent senza limiti di tempo (totale 0,05 euro, cioè cento lire). Quasi la stessa cosa (-4 fino al giorno 26 incluso e -1 per sempre) farà la Esso. La Erg vince la sfida scendendo di 6 centesimi al litro per la benzina e di 8 per il gasolio (nota bene, senza scadenza temporale) nei suoi impianti self-service e la Tamoil taglia 5 cent ma solo per tre giorni, in autostrada e sul self-service.

                Per tornare alla nota dolente delle bollette, il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, non vuol credere alle stime del Ref sugli aumenti, che afferma di attendersi «su cifre inferiori al livello di inflazione», il cui tasso a novembre è stato pari al 2,2 per cento. Dice che il suo non è un semplice auspicio: «Grazie ai provvedimenti del governo, alcuni già attuati e altri in fase di emanazione, abbiamo messo l’Authority in condizione di decidere rincari sopportabili per le imprese e le famiglie». Il ministro ha aggiunto che senza gli interventi governativi «l’aumento dell’elettricità sarebbe stato pari al 5,5% e quello del gas al 6%». Scajola ha anche chiesto alle grandi società energetiche, come Enel ed Eni, di cooperare con l’Esecutivo per contenere l’aumento delle tariffe, ma ha aggiunto di non ritenere disdicevoli i loro super-profitti: «Può creare turbamento la crescita dei valori azionari e dei dividendi. Ma per me è un dato positivo, perché le aziende più sono grandi e meglio possono competere a livello internazionale».

                  I calcoli del Ref attribuiscono gli aumenti a un’utenza domestica dell’elettricità con potenza impegnata di 3 kW e consumi di 225 kWh mensili e con consumi di metano intorno ai 1400 mc annui. Lo stesso Edoardo Settimio, esperto dell’Osservatorio energia del Ref, sottolinea comunque che le sue previsioni non sono infallibili perché al di là dei calcoli l’Authority può limitare la stangata sulla luce, «diluendo i recuperi e gli oneri di sistema su un arco temporale più prolungato». Ma i calcoli del Ref (come quelli del Rie) definiscono lo sfondo sul quale il Garante può proiettare la sua azione.