La Stampa – Sui voucher braccio di ferro ad alto rischio per Gentiloni

22/05/2017

Nubi nere si addensano all’orizzonte del governo sul tema più sensibile, la manovrina di correzione dei conti pubblici. Alla Camera infatti si apre una settimana calda, ma è al Senato dal 12 giugno che la questione rischia di deflagrare con esiti imprevedibili. Sul tema caldo dei voucher i bersaniani di Mdp, trainati dalla Cgil, già hanno minacciato di non votare la fiducia. «Se qualcuno pensa prima di eliminare i voucher per evitare di essere travolti dal referendum e poi di farli rientrare dalla finestra, noi ci riterremo con le mani libere verso il governo Gentiioni», avverte il capogruppo di Mdp Francesco Laforgia. E se a Montecitorio il gruppo Pd conta 283 deputati e basta poco per arrivare con i centristi alla maggioranza di 316, al Senato le cose stanno in altro modo. Un voto negativo sulla fiducia dei senatori Mdp potrebbe avere conseguenze per il governo. In soldoni le cose stanno così: Mdp non vuole nulla di sostitutivo dei voucher, il Pd invece li vuole reintrodurre con una nuova formula per imprese e famiglie, con un emendamento. Dunque se in commissione questa settimana l’accordo si rivelerà impossibile, tutti si prepareranno al peggio tra poche settimane. «Il governo farebbe bene a evitare di introdurre nella “manovrina” una nuova forma di voucher per le imprese, dopo averli appena aboliti, prima di aver aperto un confronto con le parti sociali», lancia l’allarme il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano, vicino a Orlando.

No legittima difesa E a cadere sotto la scure di Mdp potrebbe essere anche la legge sulla legittima difesa: dopo una selva di polemiche, il testo varato alla Camera (con quella distinzione tra “giorno” e “notte” concordata nel Pd che tanto ha fatto discutere) pare destinato su un binario morto. Così almeno trapela dalle stanze del Nazareno, «perché è una legge senza i numeri al Senato. La sinistra di Mdp dice che è una proposta troppo di destra, la destra dice invece che è inutile. Dunque non piace nessuno, e nessuno ha un’idea alternativa condivisa». Facile previsione di uno dei big: non sarà messa in calendario, perché in aula finirebbe per essere affossata.

(Carlo Bertini –Camere con Vista)