La stagione 2003 ancora debole

16/12/2002



              15 dicembre 2002

              TURISMO
              La stagione 2003 ancora debole

              Previsioni Ciset: +0,1% le presenze degli stranieri e +1,1% quelle degli italiani

              R.E.


              VENEZIA – Una sostanziale stabilità del turismo straniero rispetto all’inverno 2001-02, che ancora non mostra importanti segni di recupero. Una leggera espansione della domanda italiana, a conferma della riscoperta delle vacanze casalinghe. In timida ripresa i viaggi dei nostri connazionali all’estero, che sposteranno comunque il loro interesse verso mete domestiche o a breve-medio raggio. Queste le aspettative degli operatori del settore, emerse dall’ultima indagine congiunturale dl Ciset di Venezia. A più di un anno dagli attentati a New York e dopo una stagione estiva caratterizzata da luci e ombre, il clima pare ancora improntato a una generale incertezza. Secondo gli intervistati, tra novembre 2002 e aprile 2003 gli arrivi e le presenze straniere dovrebbero crescere dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del l’anno precedente. Migliore la performance degli italiani, con un +1,7% per i flussi e +1,1% per le notti. Secondo gli operatori, resta il calo dei turisti americani, che risultano tuttavia in ripresa rispetto all’inverno 2001-02. In leggero aumento, invece, i turisti inglesi e giapponesi. Pressoché stabili i francesi, mentre per la prima volta dopo molti anni viene segnalata una leggera flessione del turismo tedesco. Al primo posto, invece, gli italiani che riscoprono il piacere del turismo di prossimità, della vacanza tra i confini domestici. Ma è soprattutto dagli altri mercati che si attende la crescita più sostenuta. In particolare, in aumento i turisti dalla Russia, dalla Scandinavia e dalla Spagna, mentre per quanto riguarda i Paesi extraeuropei, sono buone le performance per i flussi dall’Australia e dall’Estremo Oriente (in particolare, Cina e Corea), in costante crescita nelle ultime stagioni. La nuova geografia del mercato spiega anche l’evoluzione delle principali tipologie di vacanza. A parte l’agriturismo e il turismo verde, che mantengono saldamente la prima posizione, è netta la ripresa attesa per il turismo d’arte e per le crociere rispetto alla stagione invernale 2001-02. Al quarto posto il turismo termale, seguito dai soggiorni nelle stazioni sciistiche. In leggero recupero anche il turismo congressuale e d’affari, che in questo periodo registrano i massimi livelli di attività, mentre agli ultimi posti le vacanze al mare e al lago. In espansione una serie di turismi di nicchia, legati soprattutto alla pratica di qualche sport, come nautica e golf. Rispetto all’inverno 2001 – 02 cresce in maniera contenuta la capacità dell’Italia di competere sui mercati internazionali, sia nei confronti delle principali destinazioni turistiche dell’area euro, sia dei Paesi dell’area del dollaro. In aumento sostenuto, però, i prezzi dei beni e dei servizi turistici. Con riferimento al mercato nazionale, la domanda di viaggi e vacanze dovrebbe registrare un’espansione pari a poco più dell’1% sia per quanto riguarda gli arrivi che le notti. Tale crescita va imputata soprattutto al rallentamento dell’outgoing e quindi al dirottamento dei viaggi verso mete più sicure e vicine alla residenza abituale. In altre parole, gli italiani abituati a viaggiare durante le vacanze invernali continueranno a farlo, ma tenderanno a disertare i Paesi extraeuropei optando per località italiane o comunque per destinazioni estere a breve-media distanza. Le più ottimiste circa la ripresa del turismo straniero sembrano le catene alberghiere (+2,9% per gli arrivi e + 2,6% per le presenze), pesantemente colpite nei mesi passati dalla flessione degli spostamenti internazionali, in particolare sul lungo raggio. Per quanto riguarda invece il turismo italiano, positive rispetto alla media le opinioni espresse dagli intermediari, che prevedono una crescita degli arrivi del +3,6% e delle notti del +2,9%, contro un’attesa da parte degli esercizi ricettivi (soprattutto alberghi singoli) che non supera lo 0,1%-0,4% per entrambi gli indicatori