La spesa più cara del 10%

27/11/2002


            27 novembre 2002


            Grande distribuzione

            La spesa più cara del 10%

            Analisi AcNielsen sui prodotti di largo consumo negli ultimi 18 mesi

            VINCENZO CHIERCHIA


            DAL NOSTRO INVIATO
            MONTECARLO – L’Italia è tra i Paesi che hanno maggiormente risentito delle accelerazioni dei prezzi dei beni di largo consumo (grocery) negli ultimi mesi, con una crescita media (marzo 2001-ottobre 2002) del 10% come sottolinea una recente indagine di AcNielsen presentata al Forum mondiale sul marketing organizzato dall’associazione internazionale Cies a Montecarlo. Questo incremento dei prezzi si confronta con una crescita media dell’alimentare del 5% stimata dall’Eurostat per il nostro Paese. Dalla ricerca AcNielsen emerge che i maggiori incrementi dei prezzi sono stati rilevati in Irlanda con un +12,4%, seguita dalla Spagna con un aumento medio delle categorie di prodotti grocery del 10,9%. La situazione dei prezzi grocery in Europa è comunque diversificata da Paese a Paese. Il Belgio – secondo AcNielsen – ha infatti registrato una flessione secca superiore al 4 per cento. Prezzi in calo anche in Austria (-3,9%). Dai rincari non sono comunque rimasto esclusi i Paesi fuori dall’area euro e quindi dall’incriminato changeover: in Gran Bretagna i rincari si sono attestati a quota 6,4% nel grocery, mentre in Danimarca la crescita ha raggiunto il 7,9 per cento. L’indagine AcNielsen ha poi stimato (tenendo anche conto dei dati Eurostat) che tra marzo 2001 e settembre 2002 ci sono state, nella media europea del paniere grocery considerato, delle accelerazioni dei prezzi, sulle quali hanno influito anche dei ritocchi (di routine) dei listini: gli incrementi più consistenti sono stati infatti registrati nel mese di maggio 2001 e nel periodo dicembre 2001-gennaio 2002. Per quanto riguarda i prodotti sono state rilevate diverse accelerazioni, in qualche caso connesse anche al cambiamento di regime fiscale, come per il whisky (+2,3%) o per il tabacco (+7,2%) nel confronto tra marzo 2001 e ottobre 2002. In questo lasso di tempo le acque minerali in Europa sono rincarate in media del 14,4%, seguite dai detergenti (+11,9%), dagli shampoo (+8,7%) e dale lamette da barba (+8,3%). Inoltre, tra marz e ottobre 2002, i maggiori rincari hanno interessato detersivi (+10,8%), lamette da barba (+7%), detersivi per piatti (+6,5%), barrette di cioccolato (+4,7%), ketchup (+4%) e acqua minerale (+3,7%). Non mancano prodotti in decisa flessione (marzo-ottobre 2002): gelati (-3,7%), dentifrici (-3,1%), yogurt (-2,8%), fazzoletti rinfrescanti (-2,2%), bevande gassate (-1,6%) e whisky (-0,8%). Insomma, l’effetto euro c’è stato, è anche cominciato molto prima del changeover ufficiale – si ricava dai dati AcNielsen -, ma l’euro potrà anche avere un effetto calmieratore su larga scala in futuro. L’indice medio dei prezzi grocery nell’area euro è infatti a quota 143 rispetto ai listini più bassi dell’area, mentre il livello dei Paesi non Uem è a quota 199.