La Snai e il buy back “fantasma”

08/05/2001

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La Snai
e il buy back
"fantasma"

Era l’inizio di gennaio, le luci degli alberi di Natale erano ancora accese, quando Maurizio Ughi, amministratore delegato della Snai, la società che gestisce il circuito delle scommesse sull’ippica e gli altri eventi sportivi, affacciò in un’intervista a un quotidiano finanziario l’ipotesi di un massiccio buy back sui propri titoli, ampiamente svalutati dalla bufera dei mercati azionari. «Il consiglio di amministrazione sta valutando la possibilità di convocare l’assemblea straordinaria per riacquistare il 10% di azioni proprie», sosteneva Ughi quattro mesi fa, lamentando «questo accanimento contro i valori di una società che fino a qualche settimana fa era acquistata a piene mani e adesso è venduta ben oltre gli arretramenti dell’indice del Nuovo Mercato». E arrivando addirittura ad avanzare l’ipotesi del complotto: «Va bene l’andamento negativo del mercato, ma qui c’è qualcos’altro…»
Da allora, il titolo Snai (che valeva poco più di 10 euro), ha proseguito la sua discesa (ieri, seppure in corposo rialzo, le quotazioni erano di poco superiori ai 7 euro), e la capitalizzazione è ancora lontana dalla soglia dei mille miliardi (nei momenti di massimo splendore aveva superato di slancio i 3 mila). Eppure, di quel buy back così apertamente ventilato dall’amministratore delegato non s’è vista traccia. Ieri si è svolta l’assemblea di bilancio della società, ma l’argomento non era all’ordine del giorno (del resto, per il buy back servirebbe una straordinaria). E allora? Allora, quello di Ughi non solo era il più classico "annuncio dell’annuncio", una pratica – deprecabile – assai diffusa in Piazza Affari (basti pensare alle decine di dichiarazioni, spesso contraddittorie fra loro, di Silvio Berlusconi sul futuro di Mediaset). Ma era anche un "annuncio dell’annuncio" al quale la società non ha fin qui dato seguito. Nei mercati maturi, questa è la tesi della Consob, è il mercato stesso che sanziona i comportamenti poco eleganti, se non addirittura scorretti. Ma Piazza Affari è un mercato maturo?