La «Sms generation» spiazza i delegati

09/02/2002






La �Sms generation� spiazza i delegati

Le giovani tute blu non si considerano metalmeccanici a vita e sposano l’idea della flessibilit�

      DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
      RIMINI –
      Il dato limite � quello della Ericsson di Roma dove i lavoratori metalmeccanici under 35 anni arrivano al 70%. La media nazionale � pi� bassa ma non di tantissimo: oltre il 50%. Grazie al turnover i giovani sono entrati nelle vecchie cattedrali dell’industria manifatturiera e allo stesso tempo hanno cominciato ad affollare anche i luoghi del lavoro postmoderno come i call center. Tanto afflusso di sangue nuovo ha fatto tirare un sospiro di sollievo al sindacato che, seppur tra mille difficolt�, ha ricominciato a far tessere. Poi � arrivato il provvedimento governativo sull’articolo 18 ed � stata proprio questa nuova generazione di �strane� tute blu a riempire comizi e cortei. Risultato: i sindacalisti pi� grintosi e gauchisti si sono sentiti rassicurati, temevano di tramontare senza lasciare eredi.
      Ma � veramente cos�? O forse la staffetta generazionale imporr� nel tempo cambiamenti profondi al tradizionale modo di fare sindacato tipico dei metalmeccanici? Va detto anzitutto che il profilo socio-antropologico delle nuove tute blu � identico a quello dei loro coetanei. Stesso amore per le griffe, stessa telefoninomania, stesso slang. La Sms generation, che lavori in fabbrica o frequenti l’universit�, ha fortissimi tratti in comune. Non era cos� per i loro padri che hanno fatto scrivere agli intellettuali di sinistra migliaia di pagine sulla diversit� della cultura operaia. �Anche l’approccio con il sindacato � cambiato con il tempo, � diventato utilitaristico e ha perso quasi del tutto i connotati ideologici e di schieramento politico�, dice Fernando Liuzzi (Fiom-Cgil). Ci si rivolge all’una o all’altra sigla confederale per combattere il mobbing in azienda pi� che per contrastare l’organizzazione del lavoro o contrattare le qualifiche.
      Secondo un’indagine Fiom-Cgil sulle fabbriche del software, i lavoratori ritengono che �le tecnologie sostituiscano lavoro di bassa qualit� e liberino risorse creative� e, quindi, non sono spaventati dalla rapidit� con la quale l’innovazione rende obsoleto il lavoro specialistico.
      Ma la vera cesura con il passato � un’altra: i giovani entrati in fabbrica negli ultimi anni non si considerano metalmeccanici a vita. Il loro itinerario professionale � tutto da scrivere perci� puntano a contrattare chance piuttosto che affermare veti. Si sta facendo largo – lo testimonia un’altra ricerca che sar� illustrata nei prossimi giorni dall’organizzazione non governativa Alisei – una concezione di mobilit� e flessibilit� come idea moderna di lavoro. E ci� vale non solo per il Nord-Est, ma anche per zone caratterizzate da rigidit� del mercato del lavoro.
Dario Di Vico


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