La «sindrome della tata» ferisce Bush

10/01/2001
La Stampa web




 


Mercoledì 10 Gennaio 2001
La «sindrome della tata» ferisce Bush
Linda Chavez si dimette

WASHINGTON

A dieci giorni dalla sua inaugurazione, il presidente eletto George W. Bush deve rimettere mano al governo faticosamente costruito nelle ultime settimane. Uno dei personaggi più importanti, il ministro del Lavoro Linda Chavez, ha infatti annunciato ieri sera la propria rinuncia all’incarico. La Chavez, che si è presentata a una conferenza stampa con una serie di immigrati da lei aiutati nel corso degli anni e che l’hanno pubblicamente ringraziata, ha confermato di essere stata danneggiata dalla storia dell’immigrata illegale vissuta a casa sua per due anni. «La vicenda – ha detto tuttavia – è stata fortemente esagerata, sintomo di quello che è diventata Washington negli ultimi anni, dominata dalla politica della distruzione personale».
Ha poi precisato che «nessuno in nessun momento» le ha mai chiesto di rinunciare alla carica ministeriale. «Sarei stata un grande ministro del Lavoro, e Bush sarà un grande presidente – ha detto – ma questa storia stava diventando un diversivo, per cui ho deciso di chiedere al Presidente eletto di ritirare il mio nome dalla lista dei ministri». L’ex responsabile per i diritti civili dell’amministrazione Reagan ha difeso il suo comportamento con l’immigrata clandestina: «Era una donna che aveva subito violenze e abusi, io l’ho aiutata come ho potuto, e lo rifarei ancora oggi; soprattutto se, come allora, un amico mi chiedesse di aiutare una donna in quella situazione». «Ho fatto un errore – ha aggiunto – e cioè quello di non prevedere che questa storia sarebbe stata tirata fuori alla prima occasione».
La «sindrome della tata» è fenomeno abbastanza recente in politica. Colpisce soprattutto le donne, perché in genere sono loro, nella famiglia, le delegate al reclutamento di baby-sitter, ragazze alla pari e aiuti domestici di vario tipo. Otto anni fa lo stesso destino di Linda Chavez era toccato a due candidate del presidente eletto Bill Clinton: Zoe Baird, in corsa per il dicastero della Giustizia, aveva dovuto ritirarsi dopo le rivelazioni sulla sua disinvoltura nel pagamento dei contributi per gli aiuti domestici. Stessa sorte toccò a chi avrebbe dovuto sostituirla, il giudice Kimba Wood.
La nomina di Linda Chavez, 53 anni, era stata considerata dai sindacati una provocazione: la squadra di Bush aveva sottolineato la sua appartenenza alla minoranza ispanica, ma lei, veterana dell’Amministrazione Reagan, è nota soprattutto per l’ostilità al potere sindacale, la sua opposizione all’«affirmative action» nelle relazioni razziali e il suo passaggio alla testa di un’organizzazione, Us English, che milita perché l’inglese sia dichiarato lingua ufficiale degli Stati Uniti, a detrimento del bilinguismo inglese-spagnolo.