La Sicilia gioca la carta turismo

24/05/2002



Chiuso il bando per utilizzare 258 milioni € dei finanziameni di Agenda 2000
La Sicilia gioca la carta turismo
Tra le inizative anche 13 approdi da diporto – La Regione a caccia di nuove risorse


di Lelio Cusimano

Sembra in via di superamento la scarsa dinamicità che ha fin qui caratterizzato in Sicilia l’utilizzo del Pop 2000-2006, meglio noto come Agenda 2000. Non è ancora una corsa tumultuosa ma i primi segnali si possono considerare incoraggianti. Tre settori fruiscono di un’accelerazione della spesa (per ben 480 milioni di euro) e costituiscono giustappunto aree di rilievo strategico per la Sicilia. Sono l’industria, l’energia ed il turismo; ed è proprio nelle infrastrutture, come rilevano anche gli «scenari locali» di Prometeia, che si vince o si perde la sfida della Sicilia e dell’intero Mezzogiorno per colmare il divario con il resto del Paese. Dalla dote strutturale dipende infatti l’attrattività di un’area, ma non è certo secondario che per ogni milione di euro speso nelle infrastrutture si generino in tempi brevi da 20 a 25 posti di lavoro. Grazie alle risorse della misura 1.16 di Agenda 2000, è ora possibile avviare a soluzione una delle più gravi carenze infrastrutturali della Sicilia, quella della discontinuità nella fornitura di elettricità. Proprio con l’intento di "riportare agli standard europei le interruzioni di elettricità nei processi di lavorazione", Agenda 2000 ha messo a disposizione 25 milioni di euro per il potenziamento delle reti elettriche degli 11 consorzi industriali siciliani; il relativo bando ha prodotto 26 richieste, per un impegno di spesa di 62 milioni di euro, coperto dal contributo pubblico per il 35 per cento. Sul piano delle forniture energetiche, le campane «suonano a festa»; si è riusciti infatti ad attivare per intero la misura 1.16 relativa alle reti di metanizzazione ed a recuperare altri 100 milioni di euro, per la stessa finalità, dal precedente Pop ’94-99. In totale i Comuni di nuova metanizzazione saranno 160 con circa 900 mila abitanti, per un investimento complessivo di quasi 600 milioni di euro, ivi inclusa la quota privata e pari al 65 per cento. Numeri molto alti arrivano anche dalla misura 4.19 relativa al turismo; il relativo bando, già chiuso, mette a disposizione 258 milioni di euro ed ha prodotto richieste corrispondenti ad un investimento di quasi 2,7 miliardi di euro; l’assessorato al Turismo della Regione siciliana è già impegnato nella ricerca di fonti aggiuntive per coprire l’eventuale maggiore fabbisogno di 5-600 milioni di euro, che potrebbe generarsi se tutte le richieste dovessero superare l’istruttoria bancaria; l’idea sarebbe quella di rimodulare «misure» accantonate e di beneficiare del meccanismo comunitario della premialità per le misure di successo. Interessanti appaiono anche le destinazioni; tra le strutture complementari rientrano 5 campi da golf, 87 charter nautici e 13 approdi turistici; quasi 20 mila i posti di lavoro attesi. La dimensione delle risorse attivabili con Agenda 2000 (con i progetti interregionali si superano i 10 miliardi di euro) è tale da apportare sensibili benefici alla Sicilia, specie sul piano delle strutture; se è infatti vero che l’Isola presenta una dotazione che è pari al 60% di quella nazionale, è anche vero che l’Italia si colloca al 70% della media europea, il che risulta particolarmente penalizzante nel confronto tra l’Europa e la Sicilia, che si attesterebbe quindi, quanto ad infrastrutture, al 40% dell’area euro. È quindi molto importante che i soggetti decisionali sappiano adeguatamente fronteggiare la marea montante di richieste, talvolta spicciole, che si originano dal territorio, per favorire invece le scelte di struttura; anche perché, per dirla con Paulo Coelho, «o sarai tu a controllare i tuoi atti o essi controlleranno te».

Venerdí 24 Maggio 2002