La serrata delle commesse

20/02/2012

La liberalizzazione dell`apertura dei negozi ha portato in piazza ancora una volta commesse e commessi, e ha dato vita a numerose manifestazioni di protesta in molote città del Veneto. A Vicenza al supermercato Iperspar i manifestanti hanno chiesto lo sconto del SO per cento "perchè non ce la fanno ad arrivare a fine mese". Mentre a Treviso la protesta si è vestita da Carnevale: crostoli e frittelle da distribuire ai passanti, palloncini per i bambini e bandiere per ricordare che non c`è molto da festeggiare. Anche qui le commesse sono sul piede di guerra. É pur vero, sostengono, che chi lavora la domencia ha un giorno compensativo durante la settimana, ma marito e figli lavorano e tempo per la famiglia ce n`è sempre meno. Radunati sotto i gazebo e con in mano le bandiere di Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs, ieri pomeriggio a Mestre c`erano c`erano i lavoratori e i rappresentanti di Lando, Pani, Panorama, Coop, Coin, Auchan, Carrefour, Metro, Lidl e H&M, tutti uniti per denunciare le conseguenze della liberalizzazione. I ritmi di lavoro insostenibili, la precarietà, la chiusura dei negozi nelle piazze e la fine dell`occupazione nella piccola e media impresa erano alcune delle conseguenze della deregulation elencate in un volantino distribuito alla gente. «All`Auchan sono rimasti senza cassiere e hanno dovuto contattare gli interinali per non restare solo con le casse automatiche – ha confermato Monica Zambon, segretaria Filcams Cgil Venezia – Da quando è iniziata la fase di liberalizzazioni non ci risultano nuove assunzioni. Non è una questione politica, ma una battaglia di civiltà». «Noi abbiamo invitato l`azienda a richiedere la volontarietà dei lavoratori – ha spiegato Nicoletta Betis, dipendente del centro commerciale Auchan -, ma non ha accettato e ci obbliga a lavorare la domenica. C`è qualche volontario, calo- rosamente invitato ad esserlo, e ha la possibilità di scegliere l`orario di lavoro».
Il prossimo passo della protesta è il presidio sotto la sede veneziana del Tar del Veneto nel giorno della prima udienza sui ricorsi della grande distribuzione contro la legge regionale che ha ridotto a 20 le domeniche di apertura annuali. Ma la protesta ora rientra anche in una rete internazionale, l`European Sunday Alliance (Alleanza europea per la domenica), che unisce i sindacati di molti Paesi in una campagna di desistenza dallo shopping domenicale che si concluderà con una manifestazione in programma il 4 marzo. A Padova la protesta si è affidata a un "flash mob" di dipendenti e sindacalisti all`interno del supermercato del centro commerciale Ipercity di Albignasego. Alle 11 circa, dopo un breve sit in, gli aderenti allo sciopero sono entrati nel supermercato e hanno riempito i carrelli della spesa con confezioni di carta igienica, poi si sono messi in coda spiegando agli ignari clienti le motivazioni del gesto. Una volta arrivati alla cassa hanno però dichiarato di ricordarsi che «era domenica e che quindi non facevano acquisti», affermando che sarebbero tornati l`indomani, giorno feriale.
E hanno abbandonato i carrelli. «Abbiamo approfittato del tempo trascorso in coda alle casse per spiegare i problemi che comportano per i lavoratori, in particolare le donne, le aperture domenicali di negozi e grande distribuzione – ha detto Cecilia dé Pantz, segretario provinciale Filcams Cgil – Abbiamo ricevuto tanta solidarietà, molti hanno riconosciuto che avevano scelto la domenica per il loro shopping senza rendersi conto di quali disagi dovessero affrontare i lavoratori per permettere queste aperture».
In mattinata nel centro culturale San Gaetano di Padova, era stato inaugurato l`asilo patroci- nato dal Comune e voluto dai sindacati, Confesercenti e Confcommercio, destinato ai figli delle commesse impegnate nel lavoro alla domenica. Un`iniziativa voluta da tutte le parti sociali, come hanno sottolineato i sindacati, che hanno chiesto che sia la grande distribuzione a sostenere le spese dell`asilo, in attesa della sentenza del Tar sui ricorsi presentati dalla grande distribuzione contro la legge regionale. Solidarietà alla commesse in sciopero l`hanno espressa, ieri mattina, anche i no global. Almeno una trentina di attivisti ha manifestato all`esterno del supermercato Pam sul listòn e poi sono entrati per chiedere al direttore di potere effettuare una spesa pagando con il 50 per cento di sconto i generi di prima necessità. I disobbedienti hanno poi organizzato un blitz all`interno i alcuni negozi.