La «serrata» dei benzinai scontenta tutti

06/02/2007
    martedì 6 febbraio 2007

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    La «serrata» dei benzinai scontenta tutti

      Bersani: «Rispetto la protesta ma potevano farsi ascoltare senza pesare sui cittadini»

        Giuseppe Vespo

        Code ai distributori di benzina per accaparrarsi le ultime gocce di carburante ancora in vendita. Scene viste ieri in Sicilia, che non mancheranno oggi nel resto d’Italia. È cominciata la serrata dei gestori contro le liberalizzazioni volute dal ministro Bersani, contro la benzina al supermercato. I primi sono stati i siciliani che hanno chiuso le pompe alle 19 di ieri; da oggi, stesso orario, tutti gli altri. Fino alle sette di di venerdì 9 febbraio in città e fino alle 22 di giovedì 8 febbraio in autostrada. Saranno assicurati i servizi minimi e di emergenza sia sulla viabilità stradale che autostradale.

        Secondo i gestori, il provvedimento messo a punto dal ministro dello Sviluppo «tende ad amplificare le condizioni di favore su cui già ora può contare la Grande distribuzione. Dove ha aperto i suoi punti vendita – sostengono Faib, Fegica e Figisc – la Gdo rivende la benzina che acquista dalle compagnie petrolifere con oltre 150 euro ogni mille litri di sconto rispetto al prezzo raccomandato; ai gestori ne sono riservati solo 35». E stando così le cose, senza un immediato intervento del governo «appare sempre più difficile una composizione della vertenza». Anche perchè, accusano i gestori, «Bersani non ha scuse. Il Ministro conferma la sua indisponibilità a confrontarsi con noi». Pronta la risposta del titolare dello Sviluppo Economico: «Rispetto le decisioni della categoria – ha detto dal simposio sull’energia organizzato a Washington dall’Aspen Institute – ma c’erano tutte le possibilità di farsi ascoltare senza rendere difficile la vita ai cittadini. Abbiamo fatto un disegno di legge, non un decreto, che ha tempi non brevi». Con lo sciopero si riapre il balletto di dichiarazioni e richieste tra quelle che sembrano sempre più opposte fazioni: il Codacons ha inviato un esposto per chiedere a 102 procure della Repubblica il sequestro dei distributori di benzina self service. «I self service – sostiene l’associazione – non rientrano nelle strutture gestite dal personale dei distributori e non possono essere disattivati dai gestori stessi. Infatti, si potrebbe realizzare un boicottaggio e una interruzione di pubblico servizio penalmente rilevante». Boicottare i benzinai scegliendo un marchio al mese è invece la proposta del presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, che punta sulla strategia di risposta alle iniziative dei benzinai: «Se le agitazioni dei gestori continueranno – dice – promuoveremo presso i consumatori il boicottaggio di un marchio di benzina al mese». Interpellato sullo sciopero, anche il presidente di Confindustria, Luca Montezemolo, dice la sua e spiega: «Le categorie devono capire che abbiamo un livello di concorrenza troppo basso, e in italia questa mancanza porta ad avere servizi e prodotti cari e non competitivi».

        Per la cronaca, qualcuno tra i gestori – in pochi – non aderirà allo sciopero. Qualcun altro – tra gli automobilisti – sarà meno colpito dalla serrata: in Friuli-Venezia Giulia, a due passi dalla Slovenia, non avranno problemi a sconfinare per fare il pieno. A Pizzoferrato, in abruzzo, neanche: qui, infatti, l’unico distributore di carburante presente è gestito direttamente dal Comune. E come servizio pubblico resterà aperto.