La segreteria Uil decide l’astensione

08/05/2003




              Giovedí 08 Maggio 2003


              La segreteria Uil decide l’astensione
              Coninueremo la battaglia per l’estensione degli ammortizzatori


              ROMA – Anche la Uil arriva all’appuntamento con il referendum. Come annunciato dal segretario generale, Luigi Angeletti, la segreteria ha dato come orientamento quello dell’astensione. Una sintesi politica alle diverse anime dell’organizzazione che ieri si sono confrontate in segreteria. Posizioni che andavano dal «sì» di Paolo Pirani e Antonio Barbagallo al «no» di Adriano Musi, Antonio Foccillo, Fabio Canapa, Guglielmo Loi. A mettere tutti d’accordo è stato il leader Angeletti che ha proposto di schierare l’organizzazione per l’astensione o, come dice il numero due, Adriano Musi: «Per la non partecipazione al voto che rafforza la nostra contrarietà a questo referendum». Anche la Uil non rinuncia alle sue battaglie sull’estensione delle tutele e degli ammortizzatori sociali per i lavoratori che oggi ne sono privi. Per questa ragione, non considera il referendum un appuntamento centrale per risolvere questioni che invece lo sono. La scelta più utile, quindi, è di «non andare a votare». Questo sarà l’orientamento che la segretaria nazionale «proporrà alla Direzione del 13 maggio: non andare a votare e dare continuità al progetto riformista di estensione delle tutele già predisposto dall’organizzazione».
              «Qualunque fosse l’esito del referendum sull’articolo 18 non sarebbe comunque utile per un’efficace estensione delle tutele a tutti i lavoratori», si legge nella nota diffusa al termine della riunione di ieri. «La segreteria nazionale della Uil considera necessario operare per un’estensione delle tutele che tenga conto delle mutate condizioni del mondo del lavoro. La Uil – conclude la nota – coerentemente con l’indicazione di non andare a votare e con l’impegno riformista per un’estensione delle tutele, soprattutto per le fasce di lavoratori più deboli, proseguirà nell’opera di diffusione della proposta formulata». Per «far fallire il referendum» si è già pronunciato il segretario generale della Cisl Pezzotta, anche se non c’è ancora stato uno schieramento ufficiale della sua organizzazione.