La sede a Londra e i licenziamenti in Italia, il caso Nop Global

22/03/2013

“Sa qual è il problema? La mancanza di interlocutori. Non sappiamo con chi interfacciarci, se non con consulenti di un noto studio legale internazionale che ci hanno annunciato la procedura di licenziamento collettivo per nove persone”.
Un nuovo salto di qualità nelle relazioni industriali lo spiega Giuliana Mesina, segretaria nazionale Filcams Cgil, che alla Nuvola racconta la vertenza che sta interessando Nop Global, società fornitrice di ricerche di mercatofino a poco tempo fa controllata da Gfk Nop.
Il gruppo Gfk è un colosso del settore (conosciuta in Italia anche per la nota sigla Gfk Eurisko) e si occupa anche di marketing e formazione. Ha la sede centrale a Norimberga in Germania (con sedi dislocate in più di 70 Paesi) e dà lavoro a oltre 8.500 dipendenti in tutto il mondo.
Con un gioco di prestigio societario le due aziende ora non hanno alcun legame, tanto che Nop Global, ha ora la sede legale a Londra e ha un unico committente a seguito di un accordo internazionale con Blackberry Limited (la società canadese produttrice degli omonimi dispositivi mobili) che le ha appaltato il marketing su tutto il territorio italiano.
Ora Blackberry ha deciso di rinegoziare quell’intesa, destinando metà del budget iniziale ed ecco che Nop Global apre una procedura di licenziamento collettivo per nove dei 22 dipendenti, tutti molto giovani (di età compresa tra i 25 e i 40 anni). Ognuno di loro si occupa di una precisa area geografica per la clientela retail, i punti di vendita di telefonia diffusi sul territorio.
“La complessità della trattativa – spiega Mesina – risiede nel differente approccio culturale, tipicamente anglosassone, della nostra controparte.Sono consulenti dello studio legale Baker & Mc Kenzie, si avvalgono ovviamente di traduttori, ma per loro l’ipotesi di un’eventuale ricollocazione degli esuberi in altre società del gruppo non è stata neanche presa in considerazione”.
“Ma ciò che sorprende di Nop Global – rileva ancora Mesina – è che pur versando tutti i contributi e regolare busta paga a tutti i dipendenti, non sappiamo dove e quanti profitti genera, a quale tassazione è soggetta e qual è la situazione di conto economico”. Un autentico rebus.