La “seconda vita” di Cofferati

19/09/2002


 
GIOVEDÌ, 19 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 24 – Interni
 
Il leader prepara l´addio alla Cgil. Si lavora al trasloco dall´ufficio che guarda su Villa Borghese. Poco lontana, pronta la sede del suo nuovo "pensatoio"
 
La "seconda vita" di Cofferati
al via la Fondazione Di Vittorio
 
Il Cinese: "Questa confederazione è stata metà della mia esistenza". Nel nuovo ufficio piccole stanze, ma grandi progetti
 
GOFFREDO DE MARCHIS

ROMA – In queste ore, alla Cgil tutti sembrano aver bisogno di un cornetto portafortuna. Forse pensano al futuro della Cgil senza Cofferati e a quello di Cofferati senza la Cgil. Massimo Gibelli, capo ufficio stampa che seguirà il Cinese alla Fondazione Di Vittorio, ha un corno enorme sulla scrivania. Paolo Nerozzi, il fedelissimo segretario confederale, ne tiene uno d´argento agganciato al portachiavi. L´indispensabile segretaria Magda Skutanova, anche lei pronta al trasloco, mostra il suo amuleto rosso con una testa di pulcinella attaccato alla parete: «Superstiziosa? Non si sa mai». Circondato da una simile protezione, l´unico a non cedere alla scaramanzia è proprio il segretario generale, segretario ancora per un giorno e mezzo. Nel suo studio tantissimi libri, un paio di guantoni da boxe rossi appeso al lume da tavolo, un enorme pallone verde sotto la scrivania dove appoggiare le gambe per qualche esercizio utile alla circolazione. Un quadro di Attardi alle spalle e il panorama di Villa Borghese al tramonto incorniciato dalla finestra colorano la stanza. Un pot-pourri di fiori secchi la profuma di mughetto. Ma niente corni. Oggi è l´ultimo giorno, domani verrà eletto Guglielmo Epifani e si chiude il sipario su otto anni di era Cofferati. Sono momenti così, qui nella sede del sindacato in «guerra» da mesi, anche se tutti fanno finta di niente. Silenzio e sorrisi, una faticosa ed emozionata opera di rimozione psicologica.
Il trasloco è rimandato a lunedì. «Ce la caviamo in due giorni», sentenzia Magda. Ne basta uno, è convinto Cofferati. Per il momento, niente è cambiato nell´ufficio al quarto piano di Corso d´Italia, gli scatoloni appariranno alla fine. Cofferati ha la camicia verde, la cravatta ton sur ton, le solite bretelle. Sull´appendiabiti un cardigan grigio. In questa stanza verrà Carlo Ghezzi, il segretario organizzativo. Epifani rimarrà nello studio da vice segretario, stesso affaccio, con un controverso ritratto di Di Vittorio firmato Carlo Levi che lo sorveglia dall´alto. «Settembre – dice Cofferati – è sempre un mese difficile per il sindacato, c´è la Finanziaria, la ripresa sui contratti. Non ho avuto tempo di pensare all´addio, non ne ho la percezione». Ma ha fatto i conti: «Non sono solo gli otto anni da segretario quelli che mi lascio alle spalle. Per l´esattezza sono 28, da quando entrai qui nel ’74. È più di metà della mia vita e i ricordi non mancano. Bisognerà metterli insieme, un giorno».
Allora, lunedì si cambia lavoro all´interno del sindacato con il trasferimento alla fondazione, il primo ottobre invece il rientro in Pirelli, alla Bicocca, quadro dell´azienda all´ufficio ricerche sociali e ambientali. A pochi metri dalla Cgil, in Via Donizetti, quartiere Parioli, c´è la nuovissima sede della Di Vittorio da dividere con gli archivi di Pier Paolo Pasolini. Piano rialzato, con la stessa scala si scende in uno studio medico al seminterrato, 300 metri quadri in tutto. Manolo si occupa dei collegamenti telefonici e ha il suo da fare: i cellulari non prendono. È tutto nuovo di zecca, le scrivanie, le poltrone con l´etichetta, gli infissi. L´economista Marcello Messori e Alberto Asor Rosa divideranno una stanzetta un po´ buia, lo studio di Cofferati è in fondo al corridoio stretto. Abbastanza ampio, la finestra affaccia su un giardino privato con una bellissima palma. Accanto si sistemerà Magda, più in là Gibelli, responsabile delle relazioni esterne. Trapani in azione, polvere e calcinacci, ma è quasi tutto pronto. La sala conferenze è in condominio con la fondazione Pasolini, una stanza oblunga arredata con dei banchetti di scuola. Sarà tutta da scoprire la convivenza con l´attrice Laura Betti, «custode» della memoria dello scrittore friulano.
La festa d´addio è appena agli inizi. C´è la processione all´ufficio di Cofferati, lo spazio per la commozione è ancora limitato. Però Mariggia Maulucci, che farà da ufficiale di collegamento tra la Cgil e la Fondazione, ha comprato un´intera scatola di fazzoletti di carta per la manifestazione di sabato al palazzetto: «Sono miei e non li regalo a nessuno. Ne avrò bisogno». Venerdì sera, da ex, il Cinese porterà la segreteria a cena «fuori porta», a Frascati. «Un posticino che ha scelto lui», dice la Maulucci. Bisognerà fare anche l´inventario dei regali di questi ultimi giorni. Cofferati ha già una collezione di doni kitch proprio accanto al telefono. Sabato riceverà anche quello della Cgil. «Una sorpresa», mormorano tutti. Ma abbastanza classica, con qualche richiamo berlusconiano volendo: è un orologio, «nontiscordardinoi» che si porta sempre con sé, come le esperienze di una vita. Del resto, dice Nerozzi, «Sergio non va via, lui rimane nell´aire» e rovescia gli occhi verso l´alto.