La seconda riforma del mercato del lavoro

21/02/2003



venerdì 21 febbraio 2003

        OCCUPAZIONE I contenuti dei recenti provvedimenti sulla flessibilità che suscitano aspre discussioni
        La seconda riforma del mercato del lavoro
        Il collocamento «apre» ai privati
        di Walter Passerini

        L a «riforma Biagi» è legge. Con l’approvazione in terza lettura da parte del Senato del provvedimento 848, largamente ispirato dal professore bolognese ucciso dalle Brigate rosse quasi un anno fa, il ministero del Lavoro e il governo hanno oggi in mano 10 deleghe «pesanti», che introdurranno significativi cambiamenti. I quali diventeranno operativi a partire dall’estate. Le nuove formule di flessibilità stanno suscitando polemiche e controversie. E’ indubbio che dopo il «pacchetto Treu» vedere i dati sopra dal ’97 al 2002 l’occupazione è cresciuta di oltre 1,6 milioni di unità e, con i nuovi strumenti, ci si attendono ulteriori sviluppi. Ma ora, senza entrare nel merito dell’aspro dibattito in corso, che cosa prevede la nuova legge?
        Collocamento. Il primo dei 10 articoli rivede la disciplina dei servizi pubblici e privati per l’impiego e i titolari dell’intermediazione di manodopera, aprendo ai privati. Mantiene il ruolo delle Regioni e delle Province, ma soprattutto, eliminando le restrizioni sull’esclusività dell’oggetto sociale per le società di lavoro interinale, le autorizza e le accredita a candidarsi per gestire il collocamento ordinario.
        Apprendistato. L’articolo secondo tende a riordinare i rapporti di lavoro a contenuto formativo, razionalizzando i contratti di formazione e lavoro e soprattutto individuando lo strumento principe nell’apprendistato. Tratta di tirocini e misure di inserimento e reinserimento che non costituiscono rapporto di lavoro e punta soprattutto su donne e disabili.
        Part time. E’ il centro del terzo articolo, che individua nel contratto a tempo parziale lo strumento idoneo a far aumentare l’occupazione di giovani, donne e persone in età superiore ai 55 anni. La delega parla di agevolazioni del ricorso a prestazioni supplementari straordinari , di elasticizzazione del part time nelle diverse forme, di agevolazioni per lavoratori anziani per la «staffetta» con i giovani, di estensione della formula al settore agricolo.
        Nuovi contratti . L’articolo quarto, che è quello che fa maggiormente discutere, tratta delle nuove formule contrattuali. Esse sono il contratto a chiamata, che prevede una disponibilità da parte del lavoratore a essere chiamato dall’impresa in modo discontinuo e intermittente, avendone in cambio una congrua indennità; il contratto a progetto, che dovrebbe razionalizzare le collaborazioni coordinate e continuative, che si prestano spesso ad abusi, riconducendole a uno o più progetti di lavoro e differenziandole dalle collaborazioni occasionali, inferiori ai 30 giorni e al di sotto dei 5 mila euro di compenso per queste ultime viene introdotta la tecnica dei «buoni» o «ticket» di un certo ammontare utilizzabile soprattutto da famiglie e onlus ; il contratto ripartito «job sharing» , vale a dire la condivisione tra due o più lavoratori, responsabili «in solido» e con retribuzione proporzionale, della stessa prestazione di lavoro.
        Staff leasing . Pur con linguaggio burocratico, vengono altresì introdotte nell’articolo uno altre formule, come quelle dello «staff leasing» e dell’«outsourcing». In altri termini, viene introdotta l’ammissibilità di somministrare manodopera «in affitto» anche a tempo indeterminato da parte di società specializzate, se sussistono precise ragioni tecnico-organizzative individuate da leggi e contratti, e la regolazione del trasferimento di un ramo d’impresa che viene così esternalizzato «outsourcing» , sussistendo i requisiti dell’autonomia funzionale del ramo stesso.
        Altre norme . Gli articoli successivi, prevedono altre norme, che vanno dalla «certificazione» dei rapporti di lavoro art. 5 , necessaria per ridurre il contenzioso in materia di qualificazione del lavoro, con il coinvolgimento di enti bilaterali costituiti da datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori, ma anche da università; l’esclusione dell’applicazione dei primi cinque articoli al pubblico impiego art. 6 ; le disposizioni per l’esercizio delle deleghe previste dal primo al quinto articolo art. 7 ; la razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro art. 8 e in particolare la riorganizzazione della funzione ispettiva del ministero del Lavoro, tenendo conto della funzione di polizia giudiziaria dell’ispettore del lavoro; le modifiche della legge 142/01, che disciplina ruolo e posizione del socio-lavoratore art. 9 ; benefici per imprese artigiane, commerciali e del turismo art. 10
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